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"La sfida del mondo cinese: Trump, Russia e Cina si schierano contro l'Occidente"
Il segretario di Stato americano Mike Pompeo è tornato a colpire duramente l'amministrazione di Donald Trump, accusandolo di aver tradito gli impegni presi con Vladimir Putin in Alaska durante il suo primo mandato. Lo stesso Pompeo che ha supervisionato la fine della Seconda guerra civile del Sud, attuale direttore della CIA, è rimasto fedele al presidente repubblicano. Ma è anche l'unico che è riuscito a "sopravvivere" durante il primo mandato Trump senza dimettersi o essere cacciato e tuttora uno degli uomini più ascoltati del presidente. Nonostante ciò, Pompeo critica duramente l'atteggiamento attuale con Iran, Russia e Cina.
L'Ocidente è davanti a una sfida esistenziale: non economica, non militare, ma profondamente politica, morale e civile. Secondo Pompeo, il mondo è cambiato e le popolazioni sono cambiate; il peso globale del Partito comunista cinese è cresciuto esponenzialmente.
La Cina sta lavorando attivamente per delegittimare il ruolo storico dell'Occidente e convincere l'Europa di non meritare più la leadership globale. Pompeo mette subito in discussione l'architettura costruita dopo la Seconda guerra mondiale, le istituzioni multilaterali come le Nazioni Unite hanno funzionato per decenni a beneficio dell'Occidente.
Il vero nodo è umano e culturale. La civiltà occidentale non scompagina, ma è sotto attacco da modelli alternativi che rifiutano i suoi valori. Pompeo risponde che la "civiltà occidentale alla fine prevarrà", ma non è affatto scontato.
La Cina sta lavorando per delegittimare il ruolo storico dell'Occidente e convincere l'Europa di non meritare più la leadership globale. Il doppio gioco della Cina è tale che si presenta come alleata contro i terroristi, ma in realtà sostiene l'Iran e il Hamas.
Il problema per l'Ocidente è che la Cina sta assorbendo capitale umano occidentale attraverso università e ricerca rafforzando un sistema che oggi non ha alcuna intenzione di cooperare. La gestione della pandemia da parte di Pechino viene citata come prova lampante: la fuga del virus dal laboratorio di Wuhan poteva essere anche accidentale, ma la scelta di non contenerlo e permetterne la diffusione globale è stata deliberata.
Pompeo sostiene che il mondo inizia a capire l'esigenza di colpire le infrastrutture militari, energetiche ed industriali russe per cambiare il calcolo del Cremlino. "Non credo che se colpiamo le infrastrutture chiave del regime ci sarà una rappresaglia nucleare", afferma.
La crisi iraniana è un altro punto di scontro tra Trump e Pompeo. Secondo Pompeo, Teheran sta attraversando il momento più difficile della sua storia. Il regime iraniano ha bisogno di due condizioni per compiere il passo: la certezza del sostegno americano in caso di tensioni interne e un indebolimento decisivo dell'Iran.
Pompeo afferma che l'Alleanza Atlantica non è in pericolo, ma deve evolversi. Nata per contenere l'Urss, oggi deve affrontare minacce ibride, cyber e di influenza sistemica cinese.
L'economia globale è sempre più basata su corruzione, dumping e dipendenza. Il punto finale è la fiducia; non si misura nelle dichiarazioni politiche, ma nei comportamenti reali. "Non in renminbi", osserva Pompeo, "ma in dollari, euro e oro".
Il segretario di Stato americano Mike Pompeo è tornato a colpire duramente l'amministrazione di Donald Trump, accusandolo di aver tradito gli impegni presi con Vladimir Putin in Alaska durante il suo primo mandato. Lo stesso Pompeo che ha supervisionato la fine della Seconda guerra civile del Sud, attuale direttore della CIA, è rimasto fedele al presidente repubblicano. Ma è anche l'unico che è riuscito a "sopravvivere" durante il primo mandato Trump senza dimettersi o essere cacciato e tuttora uno degli uomini più ascoltati del presidente. Nonostante ciò, Pompeo critica duramente l'atteggiamento attuale con Iran, Russia e Cina.
L'Ocidente è davanti a una sfida esistenziale: non economica, non militare, ma profondamente politica, morale e civile. Secondo Pompeo, il mondo è cambiato e le popolazioni sono cambiate; il peso globale del Partito comunista cinese è cresciuto esponenzialmente.
La Cina sta lavorando attivamente per delegittimare il ruolo storico dell'Occidente e convincere l'Europa di non meritare più la leadership globale. Pompeo mette subito in discussione l'architettura costruita dopo la Seconda guerra mondiale, le istituzioni multilaterali come le Nazioni Unite hanno funzionato per decenni a beneficio dell'Occidente.
Il vero nodo è umano e culturale. La civiltà occidentale non scompagina, ma è sotto attacco da modelli alternativi che rifiutano i suoi valori. Pompeo risponde che la "civiltà occidentale alla fine prevarrà", ma non è affatto scontato.
La Cina sta lavorando per delegittimare il ruolo storico dell'Occidente e convincere l'Europa di non meritare più la leadership globale. Il doppio gioco della Cina è tale che si presenta come alleata contro i terroristi, ma in realtà sostiene l'Iran e il Hamas.
Il problema per l'Ocidente è che la Cina sta assorbendo capitale umano occidentale attraverso università e ricerca rafforzando un sistema che oggi non ha alcuna intenzione di cooperare. La gestione della pandemia da parte di Pechino viene citata come prova lampante: la fuga del virus dal laboratorio di Wuhan poteva essere anche accidentale, ma la scelta di non contenerlo e permetterne la diffusione globale è stata deliberata.
Pompeo sostiene che il mondo inizia a capire l'esigenza di colpire le infrastrutture militari, energetiche ed industriali russe per cambiare il calcolo del Cremlino. "Non credo che se colpiamo le infrastrutture chiave del regime ci sarà una rappresaglia nucleare", afferma.
La crisi iraniana è un altro punto di scontro tra Trump e Pompeo. Secondo Pompeo, Teheran sta attraversando il momento più difficile della sua storia. Il regime iraniano ha bisogno di due condizioni per compiere il passo: la certezza del sostegno americano in caso di tensioni interne e un indebolimento decisivo dell'Iran.
Pompeo afferma che l'Alleanza Atlantica non è in pericolo, ma deve evolversi. Nata per contenere l'Urss, oggi deve affrontare minacce ibride, cyber e di influenza sistemica cinese.
L'economia globale è sempre più basata su corruzione, dumping e dipendenza. Il punto finale è la fiducia; non si misura nelle dichiarazioni politiche, ma nei comportamenti reali. "Non in renminbi", osserva Pompeo, "ma in dollari, euro e oro".