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L'assassinio di un compagno di classe a La Spezia ha aperto un dibattito sulla sicurezza nelle scuole. Atif Zouhair, l'18enne responsabile dell'omicidio, ha confessato i fatti durante due ore di interrogatorio nella notte tra venerdì e sabato. L'autista del minibus che ha portato il corpo alla morgue è stato sottoposto a diversi interrogatori e ha raccontato al suo avvocato che il giovane aveva detto di non aver voluto uccidere il suo compagno di classe, ma solo dargli una lezione.
La procura sta valutando la premeditazione dell'omicida, mentre l'avvocato di Atif sostiene che il giovane non voleva uccidere Abanoub Youssef, ma che il fatto non poteva essere previsto. I genitori del ragazzo assassinato hanno dichiarato di essere allarmati dalla sicurezza delle scuole e chiedono misure più severe.
Un altro episodio simile è accaduto a Sora, nel Lazio, dove un minorenne ha ferito un compagno di classe con una spada. E a Bastia Umbra, un altro giovane è stato ferito con un'accetta.
I tre episodi hanno aperto un dibattito sulla violenza dei giovani e la sicurezza nelle scuole. Il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha dichiarato che è necessario aiutare questi ragazzi a riflettere e a non lasciarsi trascinare. Mentre il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, ha sottolineato l'importanza di misure di sicurezza e di educazione.
Anche il segretario del Vaticano, Pietro Parolin, ha commentato che è necessario aiutare questi ragazzi a riflettere e a non lasciarsi trascinare.
La procura sta valutando la premeditazione dell'omicida, mentre l'avvocato di Atif sostiene che il giovane non voleva uccidere Abanoub Youssef, ma che il fatto non poteva essere previsto. I genitori del ragazzo assassinato hanno dichiarato di essere allarmati dalla sicurezza delle scuole e chiedono misure più severe.
Un altro episodio simile è accaduto a Sora, nel Lazio, dove un minorenne ha ferito un compagno di classe con una spada. E a Bastia Umbra, un altro giovane è stato ferito con un'accetta.
I tre episodi hanno aperto un dibattito sulla violenza dei giovani e la sicurezza nelle scuole. Il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha dichiarato che è necessario aiutare questi ragazzi a riflettere e a non lasciarsi trascinare. Mentre il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, ha sottolineato l'importanza di misure di sicurezza e di educazione.
Anche il segretario del Vaticano, Pietro Parolin, ha commentato che è necessario aiutare questi ragazzi a riflettere e a non lasciarsi trascinare.