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"La pagella del Mereghetti: un film che confonde la passione con il fumettone". Ecco perché "Cime tempestose", diretto da Emerald Fennell, tradisce lo spirito di Emily Brontë.
La storia di Catherine e Heathcliff è una delle più famose della letteratura inglese. Il romanzo di Emily Brontë era la risposta romantica all'imperativo categorico kantiano: l'orgoglio anglosassone per l'istinto vitale contro il Doverismo teutonico per il controllo di sé. Ma Fennell non ce la fa a catturare questo spirito profondo e complesso. Invece, nel mondo fintamente sensazionalistico che sta cercando di creare, tutto è ridotto a caricatura, a esagerazione, a buffonesca imitazione.
La casa dove crescono Catherine e Heathcliff si chiama appunto "Cime tempestose", proprio per indicare quella cosa ingovernabile che è appunto il vento. Ma la sua bellezza naturale viene ridotta a misterioso acquazzone, buono al massimo per un po’ di raffreddore.
La vendetta classista del trovatello Heathcliff che aveva promesso a sé stesso di tornare dove era stato umiliato e scacciato per vendicarsi, viene ridotta alla gelosia dell’amante tradito. La domestica Nelly, diventata orientale in nome di un'inclusività di facciata, perde completamente il ruolo di testimone che la Brontë le aveva affidato.
E mentre una musica fastidiosa non smette un attimo di rintronare lo spettatore, accentuando l’effetto fumetto e il fantasma della scrittrice si rivolta nella tomba, vien da pensare a cosa si è ridotta Hollywood col suo bisogno di vampirizzare i capolavori del nostro immaginario culturale e ridurli a inermi fumettoni.
"Cime tempestose" è un esempio di come un film possa confondere la passione con il fumettone. Un pubblico che altrimenti non capirebbe può essere schiacciato dal bisogno di mostrare e rimostrare le cose. E per questo motivo, ciò che dovrebbe essere un classico del romanticismo viene ridotto a caricatura.
La storia di Catherine e Heathcliff è una delle più famose della letteratura inglese. Il romanzo di Emily Brontë era la risposta romantica all'imperativo categorico kantiano: l'orgoglio anglosassone per l'istinto vitale contro il Doverismo teutonico per il controllo di sé. Ma Fennell non ce la fa a catturare questo spirito profondo e complesso. Invece, nel mondo fintamente sensazionalistico che sta cercando di creare, tutto è ridotto a caricatura, a esagerazione, a buffonesca imitazione.
La casa dove crescono Catherine e Heathcliff si chiama appunto "Cime tempestose", proprio per indicare quella cosa ingovernabile che è appunto il vento. Ma la sua bellezza naturale viene ridotta a misterioso acquazzone, buono al massimo per un po’ di raffreddore.
La vendetta classista del trovatello Heathcliff che aveva promesso a sé stesso di tornare dove era stato umiliato e scacciato per vendicarsi, viene ridotta alla gelosia dell’amante tradito. La domestica Nelly, diventata orientale in nome di un'inclusività di facciata, perde completamente il ruolo di testimone che la Brontë le aveva affidato.
E mentre una musica fastidiosa non smette un attimo di rintronare lo spettatore, accentuando l’effetto fumetto e il fantasma della scrittrice si rivolta nella tomba, vien da pensare a cosa si è ridotta Hollywood col suo bisogno di vampirizzare i capolavori del nostro immaginario culturale e ridurli a inermi fumettoni.
"Cime tempestose" è un esempio di come un film possa confondere la passione con il fumettone. Un pubblico che altrimenti non capirebbe può essere schiacciato dal bisogno di mostrare e rimostrare le cose. E per questo motivo, ciò che dovrebbe essere un classico del romanticismo viene ridotto a caricatura.