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"La mappa del gas: un nuovo corso per l'Asia centrale"
L'Italia sta cercando di ripescarsi dal vuoto lasciato dalla Russia, esplorando nuove rotte energetiche attraverso l'Asia centrale. Il Paese è sempre più attento alle possibilità di approvvigionamento del gas liquido (Gnl) proveniente dalle nazioni del Continente, come il Kazakistan, il Turkmenistan e l'Azerbaigian.
Il prezzo del gas sta esplodendo, soprattutto a causa della tempesta di neve negli Stati Uniti. Gli importatori europei dovranno adesso pensare a trovare fonti alternative per soppere alla scarsità. La Cina è già il più grande fornitore di gas liquido del continente, ma l'Italia sta cercando di diventare una delle principali destinatrici.
Il progetto più ambizioso è quello della Tapi, un gasdotto lungo 1.814 chilometri che collega i ricchi giacimenti del Turkmenistan al Pakistan e all'India attraverso l'Afghanistan. La costruzione di questa infrastruttura è stata bloccata per anni a causa di motivi ambientali, ma la svolta è arrivata con un accordo tra il Turkmenistan e l'Azerbaigian.
L'Italia sta cercando di diventare il hub energetico del Sud Europa. Il Paese ha firmato accordi con le nazioni del Nord Africa e dell'Asia centrale per la modernizzazione delle centrali elettriche e la costruzione di impianti chimici. L'Uzbekistan, per esempio, è diventato uno dei principali partner occidentali.
Il Turkmenistan è l'area più promettente del continente. Il Paese ha enormi riserve di metano e gas, ma la sua instabilità politica è un ostacolo per convincere gli investitori internazionali. L'Italia sta cercando di aiutare il governo uzbecko a accelerare le trivellazioni con partner internazionali come la Cina.
Il Tagikistan è un altro Paese strategico dell'Asia centrale. Il Paese ha enormi riserve di petrolio e metano, ma la sua economia è ancora molto dipendente dall'export del gasdotto della Linea D che unisce l'Asia centrale alla Cina.
L'Azerbaigian è il partner strategico più importante dell'Italia. Il Paese ha un rapporto stretto con Roma come maggior fornitore di petrolio e uno dei più affidabili per il gas. L'Italia sta assorbendo quasi il 38% del metano prodotto nel Paese.
La partita è già iniziata, ma l'Europa deve ripescarsi dal vuoto lasciato dalla Russia. La Cina sta giocando un ruolo di mediatore per lo sfruttamento dei giacimenti del Turkmenistan e dell'Azerbaigian. L'Italia è vista come partner strategico a causa della sua tecnologia avanzata, ma la sfida più grande è saper gestire il flusso energetico.
L'Italia sta cercando di ripescarsi dal vuoto lasciato dalla Russia, esplorando nuove rotte energetiche attraverso l'Asia centrale. Il Paese è sempre più attento alle possibilità di approvvigionamento del gas liquido (Gnl) proveniente dalle nazioni del Continente, come il Kazakistan, il Turkmenistan e l'Azerbaigian.
Il prezzo del gas sta esplodendo, soprattutto a causa della tempesta di neve negli Stati Uniti. Gli importatori europei dovranno adesso pensare a trovare fonti alternative per soppere alla scarsità. La Cina è già il più grande fornitore di gas liquido del continente, ma l'Italia sta cercando di diventare una delle principali destinatrici.
Il progetto più ambizioso è quello della Tapi, un gasdotto lungo 1.814 chilometri che collega i ricchi giacimenti del Turkmenistan al Pakistan e all'India attraverso l'Afghanistan. La costruzione di questa infrastruttura è stata bloccata per anni a causa di motivi ambientali, ma la svolta è arrivata con un accordo tra il Turkmenistan e l'Azerbaigian.
L'Italia sta cercando di diventare il hub energetico del Sud Europa. Il Paese ha firmato accordi con le nazioni del Nord Africa e dell'Asia centrale per la modernizzazione delle centrali elettriche e la costruzione di impianti chimici. L'Uzbekistan, per esempio, è diventato uno dei principali partner occidentali.
Il Turkmenistan è l'area più promettente del continente. Il Paese ha enormi riserve di metano e gas, ma la sua instabilità politica è un ostacolo per convincere gli investitori internazionali. L'Italia sta cercando di aiutare il governo uzbecko a accelerare le trivellazioni con partner internazionali come la Cina.
Il Tagikistan è un altro Paese strategico dell'Asia centrale. Il Paese ha enormi riserve di petrolio e metano, ma la sua economia è ancora molto dipendente dall'export del gasdotto della Linea D che unisce l'Asia centrale alla Cina.
L'Azerbaigian è il partner strategico più importante dell'Italia. Il Paese ha un rapporto stretto con Roma come maggior fornitore di petrolio e uno dei più affidabili per il gas. L'Italia sta assorbendo quasi il 38% del metano prodotto nel Paese.
La partita è già iniziata, ma l'Europa deve ripescarsi dal vuoto lasciato dalla Russia. La Cina sta giocando un ruolo di mediatore per lo sfruttamento dei giacimenti del Turkmenistan e dell'Azerbaigian. L'Italia è vista come partner strategico a causa della sua tecnologia avanzata, ma la sfida più grande è saper gestire il flusso energetico.