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"L'Italia è in quarta posizione europea per la tutela delle zone umide. Ma c'è ancora molto da fare, poiché il nostro Paese ha solo coperto il 6% della superficie terrestre con aree protette. Questo rappresenta un ostacolo per la tutela degli ecosistemi acquatici che ospitano il 40% delle specie vegetali e animali del pianeta.
Il rapporto "Ecosistemi acquatici 2026" di Legambiente evidenzia la necessità di istituire nuove aree protette per contrastare la crisi climatica. La Norvegia occupa la prima posizione con 63 siti Ramsar, seguita dall'Unione Regno e dalla Spagna.
Tuttavia, l'Italia deve superare ritardi burocratici che rallentano la tutela delle zone umide. Circa il 6% delle aree umide non è protetta, esponendole a rischi immediati di trasformazione d'uso. Il sistema delle aree protette acquatiche deve fare i conti con un degrado che non accenna a fermarsi.
Legambiente chiede al governo di intervenire con azioni di lungo periodo per creare nuove aree protette e sensibilizzare gli cittadini sull'importanza degli ecosistemi acquatici. La tutela delle zone umide è fondamentale per l'equilibrio dell'ecosistema e il benessere della popolazione."
Il rapporto "Ecosistemi acquatici 2026" di Legambiente evidenzia la necessità di istituire nuove aree protette per contrastare la crisi climatica. La Norvegia occupa la prima posizione con 63 siti Ramsar, seguita dall'Unione Regno e dalla Spagna.
Tuttavia, l'Italia deve superare ritardi burocratici che rallentano la tutela delle zone umide. Circa il 6% delle aree umide non è protetta, esponendole a rischi immediati di trasformazione d'uso. Il sistema delle aree protette acquatiche deve fare i conti con un degrado che non accenna a fermarsi.
Legambiente chiede al governo di intervenire con azioni di lungo periodo per creare nuove aree protette e sensibilizzare gli cittadini sull'importanza degli ecosistemi acquatici. La tutela delle zone umide è fondamentale per l'equilibrio dell'ecosistema e il benessere della popolazione."