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In Italia ci sono persone che vivono in prigione senza essere state mai condannate. Alberto Trentini e Mario Burlò, due cittadini italiani liberati dal Venezuela dopo 423 giorni di prigionia, non sono stati gli unici a subire tale destino. Secondo i dati del 2024, oltre duemila italiani si trovano ancora in carceri straniere, tra cui prigioni europee, americane e africane.
Il caso Trentini e Burlò è stato considerato uno "scarico di ostaggio" per Amnesty International. Il portavoce dell'organizzazione italiana ha detto che chi tiene qualcuno in ostaggio chiede qualcosa in cambio, come un rilascio di prigionieri o una dichiarazione economica. Ma la logica che si tratta di vittime di un sequestro di persona non è più legata ai diritti umani, ma alla politica.
La liberazione di Trentini e Burlò non deve farci dimenticare gli altri italiani che sono stati trascinati in una "nuova era di agitazioni e crudeltà". Secondo Agnès Callamard, segretaria generale di Amnesty International, ci hanno portati a una diffusione di pratiche autoritarie alimentate da leader che si candidano o vengono eletti con l'intenzione di essere agenti di distruzione.
L'assalto globale ai diritti umani è un fenomeno che coinvolge la proliferazione di leggi, politiche e pratiche autoritarie contro la libertà d'espressione, di associazione e di riunione pacifica. Certi governi cercano di evitare i controlli, rafforzano i loro poteri e instillano paura con gli organi di informazione, con le Ong e con i partiti politici, prigionando chi ha difeso i diritti umani.
La liberazione di tutti i prigionieri italiani non può essere solo un cammino difficile fatto di diplomazie e mobilitazioni civili. È necessario agire per la riconquista dei diritti, anche se significa confrontarsi con una politica che non è più legata ai valori umani.
In questo senso, la liberazione di Trentini e Burlò rappresenta un momento di grande gioia, ma anche un'occasione per ricordare gli altri italiani che sono stati trascinati in questa situazione e per agire insieme per cambiarla.
Il caso Trentini e Burlò è stato considerato uno "scarico di ostaggio" per Amnesty International. Il portavoce dell'organizzazione italiana ha detto che chi tiene qualcuno in ostaggio chiede qualcosa in cambio, come un rilascio di prigionieri o una dichiarazione economica. Ma la logica che si tratta di vittime di un sequestro di persona non è più legata ai diritti umani, ma alla politica.
La liberazione di Trentini e Burlò non deve farci dimenticare gli altri italiani che sono stati trascinati in una "nuova era di agitazioni e crudeltà". Secondo Agnès Callamard, segretaria generale di Amnesty International, ci hanno portati a una diffusione di pratiche autoritarie alimentate da leader che si candidano o vengono eletti con l'intenzione di essere agenti di distruzione.
L'assalto globale ai diritti umani è un fenomeno che coinvolge la proliferazione di leggi, politiche e pratiche autoritarie contro la libertà d'espressione, di associazione e di riunione pacifica. Certi governi cercano di evitare i controlli, rafforzano i loro poteri e instillano paura con gli organi di informazione, con le Ong e con i partiti politici, prigionando chi ha difeso i diritti umani.
La liberazione di tutti i prigionieri italiani non può essere solo un cammino difficile fatto di diplomazie e mobilitazioni civili. È necessario agire per la riconquista dei diritti, anche se significa confrontarsi con una politica che non è più legata ai valori umani.
In questo senso, la liberazione di Trentini e Burlò rappresenta un momento di grande gioia, ma anche un'occasione per ricordare gli altri italiani che sono stati trascinati in questa situazione e per agire insieme per cambiarla.