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"E' finita. La Fiorentina si lascia vivere una notte di lutto per il suo patron Rocco Commisso, un uomo che ha lasciato un'impronta indelebile nel cuore del calcio italiano e della città di Firenze.
Rocco Commisso era un visionario, un testardo e innamorato. Ha sempre creduto in se stesso e nella sua capacità di cambiare il mondo. Eppure, la sua morte è stata un colpo durissimo per tutti quelli che lo conoscevano e amavano.
La Fiorentina era stata la sua seconda patria, dopo Gioiosa Ionica e New York. Ha scelto di sposarla mettendo dentro ogni risorse e visioni da uomo d'affare americano. Non solo i soldi spesi nelle campagne di rafforzamento, ma anche le battaglie perse e vinte per fare grande un club irrimediabilmente destinato al ceto medio nel panorama del calcio attuale.
Lo stadio Franchi era stato il suo progetto più ambizioso: un moderno e funzionale, ma anche un laboratorio di burocrazia e politica italiana. Eppure, alla fine, non è mai riuscito a vedere realizzato il suo sogno.
Il Viola Park, invece, era stato costruito con passione e dedizione. 20 ettari all'avanguardia, un lascito per la Fiorentina di oggi e di domani. Non ha vinto trofei, ma ci è andato vicino. Eppure, la sua scomparsa è arrivata troppo in fretta.
Rocco Commisso era un uomo che amava il calcio italiano con tutta la sua anima. Detestava i meccanismi politici e non era mai riuscito ad entrare nelle stanze che contano. Ma lo ha sempre fatto mettendoci la faccia e per il bene della Fiorentina.
"Fast, fast, fast", diceva parlando dei suoi progetti: la sua scomparsa è arrivata troppo in fretta. Eppure, noi, i tifosi della Fiorentina, siamo ancora qui a ricordare il suo entusiasmo e la sua passione.
La città di Firenze si lascia vivere una notte di lutto per il suo patron Rocco Commisso. La Fiorentina non può più stare al fianco del suo capo, ma noi siamo qui a ricordarlo e a onorarne la memoria."
Rocco Commisso era un visionario, un testardo e innamorato. Ha sempre creduto in se stesso e nella sua capacità di cambiare il mondo. Eppure, la sua morte è stata un colpo durissimo per tutti quelli che lo conoscevano e amavano.
La Fiorentina era stata la sua seconda patria, dopo Gioiosa Ionica e New York. Ha scelto di sposarla mettendo dentro ogni risorse e visioni da uomo d'affare americano. Non solo i soldi spesi nelle campagne di rafforzamento, ma anche le battaglie perse e vinte per fare grande un club irrimediabilmente destinato al ceto medio nel panorama del calcio attuale.
Lo stadio Franchi era stato il suo progetto più ambizioso: un moderno e funzionale, ma anche un laboratorio di burocrazia e politica italiana. Eppure, alla fine, non è mai riuscito a vedere realizzato il suo sogno.
Il Viola Park, invece, era stato costruito con passione e dedizione. 20 ettari all'avanguardia, un lascito per la Fiorentina di oggi e di domani. Non ha vinto trofei, ma ci è andato vicino. Eppure, la sua scomparsa è arrivata troppo in fretta.
Rocco Commisso era un uomo che amava il calcio italiano con tutta la sua anima. Detestava i meccanismi politici e non era mai riuscito ad entrare nelle stanze che contano. Ma lo ha sempre fatto mettendoci la faccia e per il bene della Fiorentina.
"Fast, fast, fast", diceva parlando dei suoi progetti: la sua scomparsa è arrivata troppo in fretta. Eppure, noi, i tifosi della Fiorentina, siamo ancora qui a ricordare il suo entusiasmo e la sua passione.
La città di Firenze si lascia vivere una notte di lutto per il suo patron Rocco Commisso. La Fiorentina non può più stare al fianco del suo capo, ma noi siamo qui a ricordarlo e a onorarne la memoria."