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Un altro esempio di come il nostro Comune stia sostenendo i costi della "casa del bosco" con un tragitto economico senza alcun senso.
Dal 20 novembre, la struttura di Vasto è diventata la sede di una famiglia composta da tre bambini e la madre Catherine, anglo-australiana. Ma cosa c'è dietro questo scelta del Comune? Un costo che cresce di euro 244 al giorno.
La cifra che il nostro Comune ha già sostenuto per i mantenimenti della struttura è di oltre 12.932 euro. Una somma che sembra destinata solo a finanziare un conflitto familiare. La mamma e i suoi figli non sono più in grado di sostenere i costi della casa. Quindi il Comune ha dovuto decidere di prendersene cura.
Ma cosa c'è dietro questa spesa? Una decisione che molti giudicano incomprensibile. I bambini hanno bisogno di una famiglia unita, ma ora sono costretti a vivere con la mamma e due altri bambini per garantire i loro diritti.
Il sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli, sostiene che il Comune ha bisogno di recuperare gli importi sostenuti attraverso la richiesta di contributi statali. Ma non è solo un problema finanziario.
L'educazione è un altro aspetto su cui il nostro Comune sta prendendo decisioni. I tre bambini dovranno seguire lezioni didattiche all'interno della struttura con un insegnante qualificata, ma il Comune potrà contare su finanziamenti dell'Eas e del Ministero della Famiglia.
Il primo cittadino sostiene che ci siamo resi disponibili a garantire il servizio di homeschooling. Ma la questione è se questa scelta sia quella migliore per i bambini.
La Garante per l'infanzia e l'adolescenza, Marina Terragni, sostiene che sarebbe un ulteriore trauma per i bambini se la mamma Catherine fosse allontanata dalla casa famiglia.
Dal 20 novembre, la struttura di Vasto è diventata la sede di una famiglia composta da tre bambini e la madre Catherine, anglo-australiana. Ma cosa c'è dietro questo scelta del Comune? Un costo che cresce di euro 244 al giorno.
La cifra che il nostro Comune ha già sostenuto per i mantenimenti della struttura è di oltre 12.932 euro. Una somma che sembra destinata solo a finanziare un conflitto familiare. La mamma e i suoi figli non sono più in grado di sostenere i costi della casa. Quindi il Comune ha dovuto decidere di prendersene cura.
Ma cosa c'è dietro questa spesa? Una decisione che molti giudicano incomprensibile. I bambini hanno bisogno di una famiglia unita, ma ora sono costretti a vivere con la mamma e due altri bambini per garantire i loro diritti.
Il sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli, sostiene che il Comune ha bisogno di recuperare gli importi sostenuti attraverso la richiesta di contributi statali. Ma non è solo un problema finanziario.
L'educazione è un altro aspetto su cui il nostro Comune sta prendendo decisioni. I tre bambini dovranno seguire lezioni didattiche all'interno della struttura con un insegnante qualificata, ma il Comune potrà contare su finanziamenti dell'Eas e del Ministero della Famiglia.
Il primo cittadino sostiene che ci siamo resi disponibili a garantire il servizio di homeschooling. Ma la questione è se questa scelta sia quella migliore per i bambini.
La Garante per l'infanzia e l'adolescenza, Marina Terragni, sostiene che sarebbe un ulteriore trauma per i bambini se la mamma Catherine fosse allontanata dalla casa famiglia.