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Nick Kyrgios, il mago di Canberra, che una volta era considerato un talento da promessa, ora organizza feste come se fosse un professionista del divertimento. Ma mentre lui si appassiona per la festa, Jannik Sinner, il campione italiano, continua a vincere Slam e a scrivere la storia del tennis.
Il caso di Kyrgios è quello di uno che non ha mai capito la vera essenza del tennis. Ha sempre cercato visibilità fuori dal campo, sui social, parlando male degli altri. Ma il vero segreto del successo non è solo la tecnica, ma anche la disciplina e l'allenamento maniacale. Kyrgios sa di non averle mai avute, e quindi si sente incolpevole.
La finale di Wimbledon del 2022 è stata un momento critico per Kyrgios. In quattro set ha perso contro Novak Djokovic, ma il giovane australiano può ancora imparare dalla sua rivalsa. Jannik Sinner invece, con le sue vittorie e i suoi Slam vinti, rappresenta l'antitesi. È un atleta che ha trasformato un dono in successo attraverso lavoro e sacrificio.
Ecco perché Kyrgios è sempre rimasto allo stadio, mentre Sinner continua a salire sul podio. Il giovane italiano si è appassionato al tennis fin dalla più tenera età, studiando ogni avversario e curando ogni dettaglio. Non ha mai conosciuto la notte, non ha mai schiacciato il bottone per le feste. E quindi è diventato un campione.
Kyrgios invece è sempre stato pronto a prendere il suo drink dopo la partita, pronto a dire le sue dichiarazioni controverse e a ballare fino al mattino. Ma la verità è che non sa cosa sia la disciplina, non sa cosa sia il sacrificio. E quindi si sente incolpevole, ma non sa come cambiare.
Sinner invece, con le sue quattro Slam vinti e con essere numero uno del mondo, ha già scritto la storia del tennis. E Kyrgios? Anche lui può scrivere una pagina importante del libro del tennis, se solo imparasse a prendersi il suo drink dopo la partita.
Il caso di Kyrgios è quello di uno che non ha mai capito la vera essenza del tennis. Ha sempre cercato visibilità fuori dal campo, sui social, parlando male degli altri. Ma il vero segreto del successo non è solo la tecnica, ma anche la disciplina e l'allenamento maniacale. Kyrgios sa di non averle mai avute, e quindi si sente incolpevole.
La finale di Wimbledon del 2022 è stata un momento critico per Kyrgios. In quattro set ha perso contro Novak Djokovic, ma il giovane australiano può ancora imparare dalla sua rivalsa. Jannik Sinner invece, con le sue vittorie e i suoi Slam vinti, rappresenta l'antitesi. È un atleta che ha trasformato un dono in successo attraverso lavoro e sacrificio.
Ecco perché Kyrgios è sempre rimasto allo stadio, mentre Sinner continua a salire sul podio. Il giovane italiano si è appassionato al tennis fin dalla più tenera età, studiando ogni avversario e curando ogni dettaglio. Non ha mai conosciuto la notte, non ha mai schiacciato il bottone per le feste. E quindi è diventato un campione.
Kyrgios invece è sempre stato pronto a prendere il suo drink dopo la partita, pronto a dire le sue dichiarazioni controverse e a ballare fino al mattino. Ma la verità è che non sa cosa sia la disciplina, non sa cosa sia il sacrificio. E quindi si sente incolpevole, ma non sa come cambiare.
Sinner invece, con le sue quattro Slam vinti e con essere numero uno del mondo, ha già scritto la storia del tennis. E Kyrgios? Anche lui può scrivere una pagina importante del libro del tennis, se solo imparasse a prendersi il suo drink dopo la partita.