ItaliaForumLink
Well-known member
La situazione in Iran è sempre più critica. Le proteste, che hanno già avuto un costo umano molto alto, continuano a espandersi in tutta il Paese, con manifestazioni e assalti nelle piazze e nelle strade. Ma la repressione del regime, guidato da Ayatollah Khamenei, non sembra fermarsi.
Secondo Human Rights Activists News Agency, oltre 2.000 persone sono state uccise tra i manifestanti, con più di 50 morti tra le forze dell'ordine. La stessa organizzazione segnala che 10.600 persone sono state arrestate, ma gli informatori suggeriscono che il numero reale sia molto più alto.
La situazione è estremamente tesa e la violenza sta diventando sempre più sanguinaria. Le milizie e la polizia stanno usando proiettili e gas lacrimogeni per disperdere le manifestazioni, anche se il governo iraniano afferma che queste siano solo misure di sicurezza.
I numerosi morti suggeriscono che il regime abbia commesso un massacro, e molti osservatori considerano la morte di studentessa Rubina Aminian, uccisa durante le proteste, come un segno di esecuzione. La tensione è alta e la situazione sembra invecchiare sempre più.
La comunità internazionale si sta allineando al moto di protesta, con l'Onu che ha dichiarato di essere "scioccata" dalla violenza, e il governo italiano che ha espresso preoccupazioni. La speranza è che la pressione esterna possa far cambiare idea al regime iraniano.
Ma il regime non sembra essere disposto a cedere. L'ayatollah Khamenei ha ordinato ai suoi funzionari di stringere ancora di più il cappio intorno alle proteste, e i vertici della Repubblica temono che l'aumento dei morti possa scatenare un attacco da parte degli Stati Uniti.
Secondo Human Rights Activists News Agency, oltre 2.000 persone sono state uccise tra i manifestanti, con più di 50 morti tra le forze dell'ordine. La stessa organizzazione segnala che 10.600 persone sono state arrestate, ma gli informatori suggeriscono che il numero reale sia molto più alto.
La situazione è estremamente tesa e la violenza sta diventando sempre più sanguinaria. Le milizie e la polizia stanno usando proiettili e gas lacrimogeni per disperdere le manifestazioni, anche se il governo iraniano afferma che queste siano solo misure di sicurezza.
I numerosi morti suggeriscono che il regime abbia commesso un massacro, e molti osservatori considerano la morte di studentessa Rubina Aminian, uccisa durante le proteste, come un segno di esecuzione. La tensione è alta e la situazione sembra invecchiare sempre più.
La comunità internazionale si sta allineando al moto di protesta, con l'Onu che ha dichiarato di essere "scioccata" dalla violenza, e il governo italiano che ha espresso preoccupazioni. La speranza è che la pressione esterna possa far cambiare idea al regime iraniano.
Ma il regime non sembra essere disposto a cedere. L'ayatollah Khamenei ha ordinato ai suoi funzionari di stringere ancora di più il cappio intorno alle proteste, e i vertici della Repubblica temono che l'aumento dei morti possa scatenare un attacco da parte degli Stati Uniti.