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La notizia che stuzzica l'opinione pubblica è stata scartata da un'organizzazione umanitaria. La famiglia del giovane Erfan Soltani, il simbolo delle proteste contro gli ayatollah, ha avuto la possibilità di visitarlo in persona. Questo si deve ad un comunicato della Ong Hengaw, che afferma di aver confermato che il ragazzo è vivo e in condizioni fisiche stabili.
Ma cosa sta succedendo veramente nel nostro vicino? La tensione rimane alta, la protesta non è finita. E' sempre più probabile che le vittime della repressione siano state tante di più di quanto siamo disposti a credere. Secondo un rapporto dei medici iraniani, le vittime sono superate i 16mila morti. Questo è un livello di brutalità che non vediamo da anni.
I dati raccolti dai medici sono stati comunque utilizzati per creare un documento che mette a lume la realtà della situazione nella Repubblica Islamica. La maggior parte delle vittime sono giovani, sotto i 30 anni, e altre 330mila persone sono state ferite. Queste feriti sono avvenute in poche ore.
L'accesso a internet è stato riavviato anche se solo gradualmente, con un accesso fortemente filtrato. I social network Instagram, Telegram, X, Facebook e YouTube sono stati nuovamente vietati nel nostro vicino, ma solo per alcuni.
Ma cosa sta succedendo veramente nel nostro vicino? La tensione rimane alta, la protesta non è finita. E' sempre più probabile che le vittime della repressione siano state tante di più di quanto siamo disposti a credere. Secondo un rapporto dei medici iraniani, le vittime sono superate i 16mila morti. Questo è un livello di brutalità che non vediamo da anni.
I dati raccolti dai medici sono stati comunque utilizzati per creare un documento che mette a lume la realtà della situazione nella Repubblica Islamica. La maggior parte delle vittime sono giovani, sotto i 30 anni, e altre 330mila persone sono state ferite. Queste feriti sono avvenute in poche ore.
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