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"Dai tunnel di Hamas: la verità sulla mente del terrorista Raed Dawoud"
Un video shockante ha fatto il girlo per tutta Italia, mostrando Raed Dawoud, uno dei principali indagati nella maxi inchiesta "Domino" sull' associazione di Hamas in Italia. L'uomo, che oggi si trova in carcere insieme a Hannoun e altri sei compari, non ha esitato a rivangare i suoi legami con la terrorista organizzazione.
Dalla finestra del suo cellamento, Dawoud sorride mentre parla di uno dei tunnel costruiti dai terroristi a Gaza. "900 metri fratello", dice, indicando la persona presente alle sue spalle. La scena è imbarazzante e ci fa riflettere sulla verità che Dawoud vuole condividere.
"Quella era la cosa migliore... è che dopo 37 anni di lontanamento dalla Palestina, potessi tornare nella mia terra", sospira Dawoud. "Il nostro Dio ci ha consentito di entrare in Palestina... e se Dio vuole ripetiamo una seconda, terza e fino allo sfinimento... che la pace sia con voi". Una dichiarazione che sembra più un invito all'odio che a un appello alla pax.
Secondo le indagini, Dawoud è stato definito dal comparto estero di Hamas a partire dal 2010 circa, e sarebbe stato responsabile della filiale milanese di ABSPP. Un'associazione utilizzata per l'invio di denaro all'estero. Ma cosa significa davvero "finanziamento al terrorismo"? E perché Dawoud non si è mai fermato a pensare alle conseguenze delle sue azioni? Queste domande rimangono risate, e la verità sulla mente del terrorista Raed Dawoud sembra più una promessa che un realtà.
In questo clima di tensione e suspense, il caso di Dawoud è solo l'apice della maxi inchiesta "Domino". Una storia di povera gente disposta a sacrificare la sua anima per una causa che non conoscono bene. E noi? Cosa possiamo fare al di là del video shockante di Dawoud, e della sua dichiarazione che ci ha lasciato senza fiato?
La risposta è semplice: si deve continuare ad andare avanti, alla ricerca della verità e della giustizia. E non dobbiamo mai dimenticare che la libertà non è solo un diritto, ma anche una responsabilità.
Un video shockante ha fatto il girlo per tutta Italia, mostrando Raed Dawoud, uno dei principali indagati nella maxi inchiesta "Domino" sull' associazione di Hamas in Italia. L'uomo, che oggi si trova in carcere insieme a Hannoun e altri sei compari, non ha esitato a rivangare i suoi legami con la terrorista organizzazione.
Dalla finestra del suo cellamento, Dawoud sorride mentre parla di uno dei tunnel costruiti dai terroristi a Gaza. "900 metri fratello", dice, indicando la persona presente alle sue spalle. La scena è imbarazzante e ci fa riflettere sulla verità che Dawoud vuole condividere.
"Quella era la cosa migliore... è che dopo 37 anni di lontanamento dalla Palestina, potessi tornare nella mia terra", sospira Dawoud. "Il nostro Dio ci ha consentito di entrare in Palestina... e se Dio vuole ripetiamo una seconda, terza e fino allo sfinimento... che la pace sia con voi". Una dichiarazione che sembra più un invito all'odio che a un appello alla pax.
Secondo le indagini, Dawoud è stato definito dal comparto estero di Hamas a partire dal 2010 circa, e sarebbe stato responsabile della filiale milanese di ABSPP. Un'associazione utilizzata per l'invio di denaro all'estero. Ma cosa significa davvero "finanziamento al terrorismo"? E perché Dawoud non si è mai fermato a pensare alle conseguenze delle sue azioni? Queste domande rimangono risate, e la verità sulla mente del terrorista Raed Dawoud sembra più una promessa che un realtà.
In questo clima di tensione e suspense, il caso di Dawoud è solo l'apice della maxi inchiesta "Domino". Una storia di povera gente disposta a sacrificare la sua anima per una causa che non conoscono bene. E noi? Cosa possiamo fare al di là del video shockante di Dawoud, e della sua dichiarazione che ci ha lasciato senza fiato?
La risposta è semplice: si deve continuare ad andare avanti, alla ricerca della verità e della giustizia. E non dobbiamo mai dimenticare che la libertà non è solo un diritto, ma anche una responsabilità.