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Il super antibiotico prestato al Niguarda per i feriti di Crans-Montana: un esempio di collaborazione tra ospedali europei.
L'antibiotico, di nuova generazione e commercializzato solo negli Stati Uniti, è stato prestato all'ospedale milanese grazie a una rete di collaborazioni tra ospedali. La Humanitas e il San Martino di Genova hanno fornito alcune dosi dell'antibiotico, utilizzato per curare le infezioni causate da un batterio particolare che spesso colpisce i pazienti grandi ustionati.
Il farmaco è stato scelto grazie a una valutazione complessa effettuata dagli esperti. L'antibiotico è stato ritenuto "giusto" dopo almeno due o tre giorni di trattamento, in cui la sua efficacia deve essere valutata.
I feriti di Crans-Montana sono tra i pazienti che più corrono il rischio di contrarre infezioni. Gli ustionati hanno la cute danneggiata, che perde la sua funzione di barriera e li espongono a maggiori rischi.
L'obiettivo è quello di avere l'antibiotico giusto per ogni singolo paziente, riducendo al minimo il rischio di resistenza agli antibiotici. La collaborazione tra ospedali è stata fondamentale nel fornire questo farmaco a un ospedale italiano, dove non era disponibile.
L'uso dell'antibiotico in questi casi richiede una valutazione complessa e coordinata da parte degli esperti. Il trattamento deve essere personalizzato per ogni paziente, tenendo conto delle sue esigenze specifiche e della gravità dell'infezione.
L'antibiotico, di nuova generazione e commercializzato solo negli Stati Uniti, è stato prestato all'ospedale milanese grazie a una rete di collaborazioni tra ospedali. La Humanitas e il San Martino di Genova hanno fornito alcune dosi dell'antibiotico, utilizzato per curare le infezioni causate da un batterio particolare che spesso colpisce i pazienti grandi ustionati.
Il farmaco è stato scelto grazie a una valutazione complessa effettuata dagli esperti. L'antibiotico è stato ritenuto "giusto" dopo almeno due o tre giorni di trattamento, in cui la sua efficacia deve essere valutata.
I feriti di Crans-Montana sono tra i pazienti che più corrono il rischio di contrarre infezioni. Gli ustionati hanno la cute danneggiata, che perde la sua funzione di barriera e li espongono a maggiori rischi.
L'obiettivo è quello di avere l'antibiotico giusto per ogni singolo paziente, riducendo al minimo il rischio di resistenza agli antibiotici. La collaborazione tra ospedali è stata fondamentale nel fornire questo farmaco a un ospedale italiano, dove non era disponibile.
L'uso dell'antibiotico in questi casi richiede una valutazione complessa e coordinata da parte degli esperti. Il trattamento deve essere personalizzato per ogni paziente, tenendo conto delle sue esigenze specifiche e della gravità dell'infezione.