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Il mercosur: un accordo sospeso tra democrazia e commercio.
Il governo Meloni ha finalmente dato il suo via libera all'accordo Mercosur, ma questo non significa che l'Italia sia pronta a compromettere la sua sovranità economica. L'Unione europea, come sempre, sta cercando di bilanciare gli interessi industriali con le esigenze dei cittadini. Ma, come spesso accade, il problema è non solo se commerciare, ma a quali condizioni.
L'accordo Mercosur rappresenta un passo importante per l'export manifatturiero italiano, in particolare nella zona delle meccaniche e della farmaceutica, e apre la strada a una maggiore concorrenza nel mercato sudamericano. Tuttavia, c'è un problema: il Parlamento europeo è stato escluso dal passaggio sostanziale di approvazione preventiva dell'accordo.
Sarebbe intollerabile se questo significasse che l'Unione europea stia cercando di aggirare la democrazia. Il problema è proprio questo: se non si prende in considerazione il metodo, l'accordo diventa un tradimento politico e istituzionale. La scelta di non includere il Parlamento europeo nella procedura di approvazione rappresenta una forzatura consapevole che sposta l'asse dell'Unione da una democrazia imperfetta a una tecnocrazia autoreferenziale.
La Germania, in particolare, sembra essere la principale responsabile di questo tradimento. La nazione tedesca sta cercando di spingere per una ratifica rapida e senza condizioni dell'accordo Mercosur, soprattutto a danno del settore agricolo europeo. L'industria chimica europea, l'automotive e alcuni grandi gruppi industriali tedeschi sembrano essere i beneficiari di questo accordo.
Ma chi si dovrà accontentare delle briciole? L'agricoltura mediterranea, fatta di piccole e medie aziende, di territori fragili, di qualità e non di quantità. Il Mercosur sembra essere un accordo che penalizza i Paesi a forte vocazione agricola come l'Italia, che si trovano ad affrontare riduzioni dei fitofarmaci, vincoli ambientali stringenti e burocrazia crescente.
Mercoledì a Strasburgo non si voterà l'accordo Mercosur, ma una petizione e una risoluzione politica che chiedono il rispetto delle prerogative parlamentari e l'inclusione di criteri vincolanti di reciprocità e controllo democratico nel processo di approvazione dell'accordo. Sarà anche un test di credibilità: o Palazzo Weiss difende le proprie prerogative e chiede regole uguali per tutti, o accetta di diventare una comfort zone per chi non vuole disturbare il manovratore.
L'Europa deve ricordarsi che la democrazia è un ostacolo, non un problema. Ecco perché è fondamentale difendere le prerogative del Parlamento europeo e garantire che l'accordo Mercosur sia un accordo moderno, giusto e equo per tutti i cittadini dell'Unione.
Il governo Meloni ha finalmente dato il suo via libera all'accordo Mercosur, ma questo non significa che l'Italia sia pronta a compromettere la sua sovranità economica. L'Unione europea, come sempre, sta cercando di bilanciare gli interessi industriali con le esigenze dei cittadini. Ma, come spesso accade, il problema è non solo se commerciare, ma a quali condizioni.
L'accordo Mercosur rappresenta un passo importante per l'export manifatturiero italiano, in particolare nella zona delle meccaniche e della farmaceutica, e apre la strada a una maggiore concorrenza nel mercato sudamericano. Tuttavia, c'è un problema: il Parlamento europeo è stato escluso dal passaggio sostanziale di approvazione preventiva dell'accordo.
Sarebbe intollerabile se questo significasse che l'Unione europea stia cercando di aggirare la democrazia. Il problema è proprio questo: se non si prende in considerazione il metodo, l'accordo diventa un tradimento politico e istituzionale. La scelta di non includere il Parlamento europeo nella procedura di approvazione rappresenta una forzatura consapevole che sposta l'asse dell'Unione da una democrazia imperfetta a una tecnocrazia autoreferenziale.
La Germania, in particolare, sembra essere la principale responsabile di questo tradimento. La nazione tedesca sta cercando di spingere per una ratifica rapida e senza condizioni dell'accordo Mercosur, soprattutto a danno del settore agricolo europeo. L'industria chimica europea, l'automotive e alcuni grandi gruppi industriali tedeschi sembrano essere i beneficiari di questo accordo.
Ma chi si dovrà accontentare delle briciole? L'agricoltura mediterranea, fatta di piccole e medie aziende, di territori fragili, di qualità e non di quantità. Il Mercosur sembra essere un accordo che penalizza i Paesi a forte vocazione agricola come l'Italia, che si trovano ad affrontare riduzioni dei fitofarmaci, vincoli ambientali stringenti e burocrazia crescente.
Mercoledì a Strasburgo non si voterà l'accordo Mercosur, ma una petizione e una risoluzione politica che chiedono il rispetto delle prerogative parlamentari e l'inclusione di criteri vincolanti di reciprocità e controllo democratico nel processo di approvazione dell'accordo. Sarà anche un test di credibilità: o Palazzo Weiss difende le proprie prerogative e chiede regole uguali per tutti, o accetta di diventare una comfort zone per chi non vuole disturbare il manovratore.
L'Europa deve ricordarsi che la democrazia è un ostacolo, non un problema. Ecco perché è fondamentale difendere le prerogative del Parlamento europeo e garantire che l'accordo Mercosur sia un accordo moderno, giusto e equo per tutti i cittadini dell'Unione.