Il governo giapponese scommette sull'intelligenza artificiale (IA) ma meno regole, più Stato. La premier giapponese Sanae Takaichi ha presentato una legge che consente il trattamento di dati sensibili senza il consenso degli interessati, solo per addestrare l'IA. Questa decisione è stata accolta con cautela dalle testate giornalistiche italiane, che hanno sempre richiesto un approccio più rigido e protettivo nei confronti dei dati personali.
In Giappone il governo non ha remore sull'uso dell'IA, al contrario. La legge proposta prevede l'esenzione dal consenso per lo scopo di addestramento dell'IA. Questa decisione è stata vista con sospetto anche dalle agenzie stampa giapponesi come la Kyodo News.
La società giapponese è un matrimonio simbiotico tra innovazione e tradizione, il che significa che l'innovazione tecnologica si integra con le abitudini e i comportamenti del passato. In questo contesto, anche per il mondo della stampa giapponese la nuova sfida dell'intelligenza artificiale è un'opportunità di crescita, ma sempre senza sostituire i giornalisti che sono responsabili della verità dei contenuti.
Il Giappone scommette sulla tecnologia, mentre l'Europa cerca una via più equilibrata. La Commissione europea sta ragionando su come promuovere l'IA e ha predisposto un bozza di regolamento per consentire il trattamento senza consenso di dati biometrici e personali per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale.
La fiducia è la risorsa più importante per un giornalista insieme alla sua affidabilità. I media giapponesi hanno stabilito regole interne per l'uso dell'intelligenza artificiale, evitando di utilizzarla per scrivere articoli e preferendo usare strumenti per riassumere i comunicati stampa delle aziende o tradurre testi.
La disinformazione è un rischio connesso all'uso dell'IA. L'associazione degli editori giapponese insiste sull'autorizzazione per l'uso dei contenuti e il pagamento di un risarcimento a chi ne ha la proprietà.
In Giappone il governo non ha remore sull'uso dell'IA, al contrario. La legge proposta prevede l'esenzione dal consenso per lo scopo di addestramento dell'IA. Questa decisione è stata vista con sospetto anche dalle agenzie stampa giapponesi come la Kyodo News.
La società giapponese è un matrimonio simbiotico tra innovazione e tradizione, il che significa che l'innovazione tecnologica si integra con le abitudini e i comportamenti del passato. In questo contesto, anche per il mondo della stampa giapponese la nuova sfida dell'intelligenza artificiale è un'opportunità di crescita, ma sempre senza sostituire i giornalisti che sono responsabili della verità dei contenuti.
Il Giappone scommette sulla tecnologia, mentre l'Europa cerca una via più equilibrata. La Commissione europea sta ragionando su come promuovere l'IA e ha predisposto un bozza di regolamento per consentire il trattamento senza consenso di dati biometrici e personali per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale.
La fiducia è la risorsa più importante per un giornalista insieme alla sua affidabilità. I media giapponesi hanno stabilito regole interne per l'uso dell'intelligenza artificiale, evitando di utilizzarla per scrivere articoli e preferendo usare strumenti per riassumere i comunicati stampa delle aziende o tradurre testi.
La disinformazione è un rischio connesso all'uso dell'IA. L'associazione degli editori giapponese insiste sull'autorizzazione per l'uso dei contenuti e il pagamento di un risarcimento a chi ne ha la proprietà.