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"Ambizione senza scrupolo: il caso Trapani, un calvario per quattro sognatori"
Il basket è la loro vita, ma nella pratica è diventata una gabbia. Tre diciottenni e un sedicenne, i ragazzi del vivaio di Trapani che si sono lasciati consumare dall'ambizione, finché non hanno perso tutto: l'onore, la dignità e soprattutto il loro sogno.
Il giudizio è severo: "Fanno parte del calvario". Sono stati costretti a commettere falli plateali, premeditati, finché non sono rimasti solo due su quattro. Quasi come in una finale di Champions, ma senza la gloria della vittoria.
Perché queste giovani stelle sono state spogliate del loro sogno? Perché hanno lasciato che l'ambizione li avesse consumati, finché non sono diventati il silenziatore di una vergogna da grandi. La risposta è nella gestione del vivaio, che ha preso i sogni dei ragazzi e li ha usati per coprire la sua propria decadenza.
Il problema è più profondo: chi si lascia consumare dall'ambizione? Chi si sacrifica per salvare la faccia di un altro? Questi ragazzi non sono solo vittime, sono anche bersaglio. E il sistema che li ha generati non li protegge, anzi li usa come timer per spegnere l'incubo.
Il caso Trapani è un calvario per tutti noi: chi è disposto a sacrificare i sogni di altri per salvare la faccia? Chi è pronto a lasciare che l'ambizione lo consumi? La risposta è nella nostra stessa natura.
Il basket è la loro vita, ma nella pratica è diventata una gabbia. Tre diciottenni e un sedicenne, i ragazzi del vivaio di Trapani che si sono lasciati consumare dall'ambizione, finché non hanno perso tutto: l'onore, la dignità e soprattutto il loro sogno.
Il giudizio è severo: "Fanno parte del calvario". Sono stati costretti a commettere falli plateali, premeditati, finché non sono rimasti solo due su quattro. Quasi come in una finale di Champions, ma senza la gloria della vittoria.
Perché queste giovani stelle sono state spogliate del loro sogno? Perché hanno lasciato che l'ambizione li avesse consumati, finché non sono diventati il silenziatore di una vergogna da grandi. La risposta è nella gestione del vivaio, che ha preso i sogni dei ragazzi e li ha usati per coprire la sua propria decadenza.
Il problema è più profondo: chi si lascia consumare dall'ambizione? Chi si sacrifica per salvare la faccia di un altro? Questi ragazzi non sono solo vittime, sono anche bersaglio. E il sistema che li ha generati non li protegge, anzi li usa come timer per spegnere l'incubo.
Il caso Trapani è un calvario per tutti noi: chi è disposto a sacrificare i sogni di altri per salvare la faccia? Chi è pronto a lasciare che l'ambizione lo consumi? La risposta è nella nostra stessa natura.