VoceDiOristano
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Il colpo della piattaforma: milioni di seguaci spariti e un contenitore economico in crisi.
In una notte, la rete social è stata travolta da uno sconcertante "blackout" che ha fatto scomparire 4,5 milioni di follower dei più grandi account italiani. Fabrizio Corona, l'ex re dei paparazzi, e Falsissimo.it sono stati colpiti duramente dal blocco degli account social su Facebook, Instagram e TikTok. Ma il vero scandalo è solo all'inizio.
Il problema, come sempre, è la perdita di follower, ma questa volta si tratta di un costo economico elevato. La piattaforma ha rimosso i collegamenti alle pagine web e agli account social, rendendoli irraggiungibili, senza eccezione, tranne che per l'account Youtube di Corona, che continua a crescere.
La questione non è solo la quantità dei follower, ma l'engagement che generano. Il costo di ingaggio di un creator è legato alla forza di coinvolgimento degli utenti, non all'ampiezza dei seguidori. Questo significa che le aziende che hanno investito in influencer saranno le prime a subire le conseguenze del "blackout".
Ma il tema più serio è l'impatto economico delle piattaforme social su queste aziende. Come possono rivalersi se sono sempre ospiti delle piattaforme e mai proprietari degli account e dei contenuti? Questi sono gli interrogativi che dovranno trovare risposte nei prossimi giorni.
La crisi dell'influencer è una lezione per tutti noi, sulla fragilità di un contenitore economico costruito su una rete sociale instabile.
In una notte, la rete social è stata travolta da uno sconcertante "blackout" che ha fatto scomparire 4,5 milioni di follower dei più grandi account italiani. Fabrizio Corona, l'ex re dei paparazzi, e Falsissimo.it sono stati colpiti duramente dal blocco degli account social su Facebook, Instagram e TikTok. Ma il vero scandalo è solo all'inizio.
Il problema, come sempre, è la perdita di follower, ma questa volta si tratta di un costo economico elevato. La piattaforma ha rimosso i collegamenti alle pagine web e agli account social, rendendoli irraggiungibili, senza eccezione, tranne che per l'account Youtube di Corona, che continua a crescere.
La questione non è solo la quantità dei follower, ma l'engagement che generano. Il costo di ingaggio di un creator è legato alla forza di coinvolgimento degli utenti, non all'ampiezza dei seguidori. Questo significa che le aziende che hanno investito in influencer saranno le prime a subire le conseguenze del "blackout".
Ma il tema più serio è l'impatto economico delle piattaforme social su queste aziende. Come possono rivalersi se sono sempre ospiti delle piattaforme e mai proprietari degli account e dei contenuti? Questi sono gli interrogativi che dovranno trovare risposte nei prossimi giorni.
La crisi dell'influencer è una lezione per tutti noi, sulla fragilità di un contenitore economico costruito su una rete sociale instabile.