I nuovi farmaci antiobesità e antidiabete potrebbero essere il futuro della cura della salute mentale. Uno studio recente ha dimostrato che gli agonisti del recettore GLP-1, come semaglutide e liraglutide, possono aiutare a ridurre il rischio di depressione e disturbo bipolare.
Gli scienziati hanno scoperto che questi farmaci agiscono sui centri della sazietà nel cervello, contrastando l'iperfagia spesso causata dagli psicofarmaci. Questo studio è stato pubblicato sulle riviste Jama Psychiatry e Bmc Psychiatry.
Un altro studio condotto dalla Seoul National University Biomedical Informatics ha dimostrato che le persone con una maggiore attività genetica del recettore GLP-1 hanno un rischio minore di depressione. Questo studio ha coinvolto oltre 360 mila persone e i risultati sono stati molto promettenti.
Secondo Matteo Balestrieri, professore di psichiatria all'Università di Udine, "i risultati dello studio mostrano che l'uso di semaglutide in pazienti in terapia antipsicotica ha portato a una riduzione media del peso corporeo dell'8% in sole 24 settimane". Questo studio è stato presentato al XXVII congresso nazionale della Società Italiana di Neuropsicofarmacologia (Sinpf) tenutosi a Milano.
Claudio Mencacci, psichiatra e direttore emerito del dipartimento di Neuroscienze dell'ospedale Fatebenefratelli Sacco di Milano, ha aggiunto che "questo farmaco non solo protegge il corpo dei pazienti psichiatrici, ma riduce drasticamente il rischio di diabete e malattie cardiovascolari correlate alla terapia".
I ricercatori sperano che questi farmaci possano diventare un alleato importante nella cura della salute mentale. "Stabilizzano sia il metabolismo che la psiche", ha spiegato Mencacci.
In sintesi, i nuovi farmaci antiobesità e antidiabete potrebbero essere un grande passo avanti nella cura della salute mentale. Sono composti simili ad ormoni naturalmente presenti nel nostro organismo e hanno dimostrato di avere effetti positivi sulla depressione e sul disturbo bipolare.
Gli scienziati hanno scoperto che questi farmaci agiscono sui centri della sazietà nel cervello, contrastando l'iperfagia spesso causata dagli psicofarmaci. Questo studio è stato pubblicato sulle riviste Jama Psychiatry e Bmc Psychiatry.
Un altro studio condotto dalla Seoul National University Biomedical Informatics ha dimostrato che le persone con una maggiore attività genetica del recettore GLP-1 hanno un rischio minore di depressione. Questo studio ha coinvolto oltre 360 mila persone e i risultati sono stati molto promettenti.
Secondo Matteo Balestrieri, professore di psichiatria all'Università di Udine, "i risultati dello studio mostrano che l'uso di semaglutide in pazienti in terapia antipsicotica ha portato a una riduzione media del peso corporeo dell'8% in sole 24 settimane". Questo studio è stato presentato al XXVII congresso nazionale della Società Italiana di Neuropsicofarmacologia (Sinpf) tenutosi a Milano.
Claudio Mencacci, psichiatra e direttore emerito del dipartimento di Neuroscienze dell'ospedale Fatebenefratelli Sacco di Milano, ha aggiunto che "questo farmaco non solo protegge il corpo dei pazienti psichiatrici, ma riduce drasticamente il rischio di diabete e malattie cardiovascolari correlate alla terapia".
I ricercatori sperano che questi farmaci possano diventare un alleato importante nella cura della salute mentale. "Stabilizzano sia il metabolismo che la psiche", ha spiegato Mencacci.
In sintesi, i nuovi farmaci antiobesità e antidiabete potrebbero essere un grande passo avanti nella cura della salute mentale. Sono composti simili ad ormoni naturalmente presenti nel nostro organismo e hanno dimostrato di avere effetti positivi sulla depressione e sul disturbo bipolare.