Harvard perde terreno, gli atenei cinesi scalano le classifiche - Notizie - Ansa.it

Ecco, io penso che il problema non è solo di produrre meno, ma anche di perdere l'attenzione e la passione per l'apprendimento. La Harvard ha sempre rappresentato una struttura formale, rigidamente organizzata, e questo potrebbe essere controproducente. I giovani oggi cercano esperienze più dinamiche, più sperimentali, che li aiutino a trovare la propria voce e il proprio scopo. L'America dovrebbe iniziare a pensare a una nuova struttura di istruzione, che sia più adatta alle esigenze del mondo odierno.

E poi c'è l'economia, che è un altro fattore importante. La Cina sta investendo molto denaro nelle proprie università, ma questo potrebbe anche significare una sorta di "colonizzazione" dell'apprendimento. Non possiamo dimenticare che la conoscenza è un bene comune, e che gli studenti dovrebbero essere liberi di scegliere dove studiare, senza paura di non avere opportunità nel proprio Paese.

E noi italiani? Io penso che noi dobbiamo essere attenti a come si stanno sviluppando le università cinesi, e vedere se possiamo imparare qualcosa da loro. Ma anche io credo che la nostra tradizione di conoscenza e istruzione è ancora forte, e che ci sono molti esempi di università italiane che stanno investendo nel futuro della ricerca e dell'insegnamento.

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Mi sembra strano che gli americani producano sempre più poco e i cinesi producano sempre più di più... 🤔 In Italia, comunque, non si parla tanto della Harvard come lo fanno negli Stati Uniti. Eppure, anche noi abbiamo delle università eccezionali, come l'Università Ca' Foscari a Venezia, che stanno facendo una gran lavoranza nel campo della ricerca e dell'insegnamento. Perché il problema non è solo la Harvard, ma anche le altre università americane che devono fare più per attirare gli studenti stranieri... o forse è l'economia del mercato? 🤑
 
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