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La Groenlandia, l'isola di pericolo per la Nato?
L'amministrazione Trump ha lanciato un nuovo attacco alla sua vecchia promessa: prendersi la Groenlandia. Il presidente americano sembra aver cambiato il suo punto di vista, sostenendo che la strategia dovrebbe essere quella dell'economia, piuttosto che della forza.
Secondo una teoria sempre più diffusa tra gli esperti e i giornalisti, l'amministrazione Trump sta lavorando a un accordo con la Groenlandia (escludendo la Danimarca), che potrebbe cambiare radicalmente i rapporti tra Washington e il territorio danese. Il concetto di "Compact of Free Association" (Cofa) sarebbe lo strumento scelto per raggiungere questo obiettivo.
Il Cofa è un accordo già utilizzato dagli Stati Uniti con tre isole del Pacifico: le Marshall Islands, la Micronesia e Palau. L'accordo prevede l'uso dell'esercito statunitense per proteggere il territorio in cambio di benefici economici, come accesso al mercato statunitense senza dazi, fondi diretti e infrastrutture.
Ma cosa vuole veramente l'amministrazione Trump? Secondo fonti interne alla Casa Bianca citate da Politico, il vero interesse sarebbe quello di dominare l'emisfero occidentale e sfruttare le risorse dell'isola. La sicurezza di un territorio alleato non sembra essere la sua priorità.
La Danimarca e la Groenlandia hanno già reagito alla proposta americana, chiedendo un incontro con il segretario di Stato Marco Rubio. Il primo ministro danese Mette Frederiksen ha dichiarato che "l'occupazione americana segnerebbe la fine della Nato".
Ma l'amministrazione Trump non sembra essersi intimidita. Il governatore della Louisiana Jeff Landry, inviato speciale del presidente, è ancora in missione per convincere il governo groenlandese a cambiare la sua decisione.
La situazione sembra più complessa che mai. La Groenlandia, con i suoi 56.000 abitanti e un territorio a statuto speciale della Danimarca dal 2009, non sembra essere facile da convincere. E l'amministrazione Trump, con la sua storia di promesse non mantenute, non sembra avere molta fiducia.
In questo scenario, la Groenlandia sembra diventare sempre più un punto di conflitto tra le grandi potenze. Ma chi è il vero vincitore? Solo il tempo lo dirà.
L'amministrazione Trump ha lanciato un nuovo attacco alla sua vecchia promessa: prendersi la Groenlandia. Il presidente americano sembra aver cambiato il suo punto di vista, sostenendo che la strategia dovrebbe essere quella dell'economia, piuttosto che della forza.
Secondo una teoria sempre più diffusa tra gli esperti e i giornalisti, l'amministrazione Trump sta lavorando a un accordo con la Groenlandia (escludendo la Danimarca), che potrebbe cambiare radicalmente i rapporti tra Washington e il territorio danese. Il concetto di "Compact of Free Association" (Cofa) sarebbe lo strumento scelto per raggiungere questo obiettivo.
Il Cofa è un accordo già utilizzato dagli Stati Uniti con tre isole del Pacifico: le Marshall Islands, la Micronesia e Palau. L'accordo prevede l'uso dell'esercito statunitense per proteggere il territorio in cambio di benefici economici, come accesso al mercato statunitense senza dazi, fondi diretti e infrastrutture.
Ma cosa vuole veramente l'amministrazione Trump? Secondo fonti interne alla Casa Bianca citate da Politico, il vero interesse sarebbe quello di dominare l'emisfero occidentale e sfruttare le risorse dell'isola. La sicurezza di un territorio alleato non sembra essere la sua priorità.
La Danimarca e la Groenlandia hanno già reagito alla proposta americana, chiedendo un incontro con il segretario di Stato Marco Rubio. Il primo ministro danese Mette Frederiksen ha dichiarato che "l'occupazione americana segnerebbe la fine della Nato".
Ma l'amministrazione Trump non sembra essersi intimidita. Il governatore della Louisiana Jeff Landry, inviato speciale del presidente, è ancora in missione per convincere il governo groenlandese a cambiare la sua decisione.
La situazione sembra più complessa che mai. La Groenlandia, con i suoi 56.000 abitanti e un territorio a statuto speciale della Danimarca dal 2009, non sembra essere facile da convincere. E l'amministrazione Trump, con la sua storia di promesse non mantenute, non sembra avere molta fiducia.
In questo scenario, la Groenlandia sembra diventare sempre più un punto di conflitto tra le grandi potenze. Ma chi è il vero vincitore? Solo il tempo lo dirà.