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Gli americani non sono poveri, e neanche possono non essere poveri. Questa è la verità nascosta dietro il mito dell'America che produce poveri. Un paese che nel frattempo continua ad attirare flussi di immigrati da tutto il mondo, perché ricco ed equo.
L'idea di un'America piena di poveri è una distorsione della realtà. Questo è il paese più ricco del mondo e negli ultimi decenni ha addirittura aumentato il suo distacco rispetto agli europei. La classe media americana è esplosa, con il 31 per cento delle famiglie al di sopra della soglia della classe media centrale, mentre il 34 per cento si trova al di sotto.
I numeri parlano chiaro: la storia degli ultimi cinquant'anni è quella di un progresso costante dalla classe media verso la classe medio-alta. La quota delle famiglie nella classe media centrale è scesa dal 35,5 per cento del 1979 al 30,8 per cento nel 2024, mentre diminuendo le proporzioni dei poveri e della classe medio-bassa.
Ma cosa ci fa l'immigrazione in questo contesto? Questo è il punto di forza dell'economia americana. I poveri continuano a venire qui perché ben consapevoli che in nessun'altra parte al mondo hanno così elevate probabilità di uscire dalla povertà. Quell'afflusso ha distorto le statistiche sulla povertà, generando l'impressione che l'America sia una fabbrica di poveri, mentre al contrario è una calamita per i poveri che dall'estero affluiscono e spesso in pochi anni entrano a far parte della middle class.
E poi c'è il problema dei prezzi. Gli americani si lamentano giustamente dei costi dell’abitazione, della sanità e dell’istruzione universitaria, ma l’ironia è che si tratta dei settori economici con il più alto grado di sussidi e regolamentazione federale.
In sintesi, gli americani non sono poveri. La realtà è più complessa e più ricca di quanto possa sembrare all'occhio superficiale. È tempo di smettere di credere alle storie e di guardare i dati con occhi nuovi.
L'idea di un'America piena di poveri è una distorsione della realtà. Questo è il paese più ricco del mondo e negli ultimi decenni ha addirittura aumentato il suo distacco rispetto agli europei. La classe media americana è esplosa, con il 31 per cento delle famiglie al di sopra della soglia della classe media centrale, mentre il 34 per cento si trova al di sotto.
I numeri parlano chiaro: la storia degli ultimi cinquant'anni è quella di un progresso costante dalla classe media verso la classe medio-alta. La quota delle famiglie nella classe media centrale è scesa dal 35,5 per cento del 1979 al 30,8 per cento nel 2024, mentre diminuendo le proporzioni dei poveri e della classe medio-bassa.
Ma cosa ci fa l'immigrazione in questo contesto? Questo è il punto di forza dell'economia americana. I poveri continuano a venire qui perché ben consapevoli che in nessun'altra parte al mondo hanno così elevate probabilità di uscire dalla povertà. Quell'afflusso ha distorto le statistiche sulla povertà, generando l'impressione che l'America sia una fabbrica di poveri, mentre al contrario è una calamita per i poveri che dall'estero affluiscono e spesso in pochi anni entrano a far parte della middle class.
E poi c'è il problema dei prezzi. Gli americani si lamentano giustamente dei costi dell’abitazione, della sanità e dell’istruzione universitaria, ma l’ironia è che si tratta dei settori economici con il più alto grado di sussidi e regolamentazione federale.
In sintesi, gli americani non sono poveri. La realtà è più complessa e più ricca di quanto possa sembrare all'occhio superficiale. È tempo di smettere di credere alle storie e di guardare i dati con occhi nuovi.