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Il referendum costituzionale: un tentativo di politizzare il voto
In questi giorni, il governo e la maggioranza di centrodestra sembrano aver deciso di politicizzare il voto. Con una manovra che ricorda quella del 2005, quando Berlusconi aveva blindato il testo della riforma costituzionale, rifiutando gli emendamenti non solo dell'opposizione, ma anche di una parte del proprio schieramento.
Il presidente del comitato società civile per il No al referendum costituzionale, Professor Giovanni Bachelet, sottolinea che la maggioranza ha "blindato" il testo della riforma, rifiutando gli emendamenti non solo dell'opposizione, ma anche di una parte del proprio schieramento. Un approccio che ricorda quello di Berlusconi, quando aveva blindato il testo della riforma costituzionale nel 2005.
Ma cosa si nasconde dietro questa manovra? Secondo Bachelet, la riforma costituzionale "è molto più e peggio" della separazione delle carriere. E ci sono anche politici di centrodestra liberali e democratici che sostengono il No.
A questione del Sì o del No, c'è chi sostiene che il caso torinese tiri acqua alle argomentazioni giustizialiste della maggioranza. Ma Bachelet è contrario: "Legare i fatti di Torino alla nostra battaglia contro la riforma Nordio non è solo una vigliaccheria, è un boomerang". La separazione delle carriere tra magistrati e procuratori districionali è stata proposta da Giuliano Vassalli e Giovanni Falcone, che però non hanno mai demonizzato le correnti dell'Anm.
Per i sostenitori di centrodestra compatti sul Sì, il No sembra una scelta di "fedeltà al nucleo dei principi costituzionali". Ma Bachelet sostiene che questa scelta è anche un modo per rifrattare contro la nostalgia di assolutismo e per difendere lo stato di diritto. E aggiunge: "Agli elettori di centrodestra chiedo: siete davvero liberali? In nessun Paese al mondo ai magistrati è negato il diritto di eleggere i loro rappresentanti".
In questi giorni, il governo e la maggioranza di centrodestra sembrano aver deciso di politicizzare il voto. Con una manovra che ricorda quella del 2005, quando Berlusconi aveva blindato il testo della riforma costituzionale, rifiutando gli emendamenti non solo dell'opposizione, ma anche di una parte del proprio schieramento.
Il presidente del comitato società civile per il No al referendum costituzionale, Professor Giovanni Bachelet, sottolinea che la maggioranza ha "blindato" il testo della riforma, rifiutando gli emendamenti non solo dell'opposizione, ma anche di una parte del proprio schieramento. Un approccio che ricorda quello di Berlusconi, quando aveva blindato il testo della riforma costituzionale nel 2005.
Ma cosa si nasconde dietro questa manovra? Secondo Bachelet, la riforma costituzionale "è molto più e peggio" della separazione delle carriere. E ci sono anche politici di centrodestra liberali e democratici che sostengono il No.
A questione del Sì o del No, c'è chi sostiene che il caso torinese tiri acqua alle argomentazioni giustizialiste della maggioranza. Ma Bachelet è contrario: "Legare i fatti di Torino alla nostra battaglia contro la riforma Nordio non è solo una vigliaccheria, è un boomerang". La separazione delle carriere tra magistrati e procuratori districionali è stata proposta da Giuliano Vassalli e Giovanni Falcone, che però non hanno mai demonizzato le correnti dell'Anm.
Per i sostenitori di centrodestra compatti sul Sì, il No sembra una scelta di "fedeltà al nucleo dei principi costituzionali". Ma Bachelet sostiene che questa scelta è anche un modo per rifrattare contro la nostalgia di assolutismo e per difendere lo stato di diritto. E aggiunge: "Agli elettori di centrodestra chiedo: siete davvero liberali? In nessun Paese al mondo ai magistrati è negato il diritto di eleggere i loro rappresentanti".