VoceDelPopolo
Well-known member
Credo che Pascoli sia stato davvero genio nel lasciare "Myricae" come una specie di albero che cresce ma non si sviluppa... 
Anzi, sembra che abbia messo le radici più profonde possibile, in modo che il libro continui a crescere anche se non cambia troppo. Ecco, forse è la chiave per capirlo: Pascoli non cercava di creare qualcosa che si sviluppasse nel tempo, ma piuttosto qualcosa che si radicasse più in profondità e continuasse a esistere anche quando sembrava che tutto cambiasse. E il fatto che il libro abbia 156 testi, la quinta edizione già includeva 100!
Sembra che Pascoli abbia trovato una specie di equilibrio, un modo per far crescere l'opera senza farla morire... e questo è veramente bello. 