Giovanni Pascoli

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Giovanni Pascoli, il poeta della natura e della solitudine. Il suo libro "Myricae" è una raccolta di poesie che cresce con il tempo, ma non si sviluppa. Si tratta di un'opera che include testi composti su un lungo arco di tempo, dai primi nuclei del 1877 ai componimenti più recenti della vigilia del nuovo secolo.

Il poeta morì nel 1912, l'anno dopo la pubblicazione dell'ultima edizione de "Myricae", che includeva 156 testi. Ma già nella quinta edizione del 1900, il libro era arrivato al numero di componimenti di 100, grazie all'inclusione degli ultimi quattro testi, tra cui la poesia "Il tuono".

Tuttavia, il progressivo ampliamento dei testi non ha portato allo sviluppo artistico del poeta, ma piuttosto all'estensione delle radici più a fondo che può. Il libro cresce, ma non si sviluppa. Anzi, spinge le radici più a fondo che può.

Le prime due poesie del libro, "Il maniero" e "Rio Salto", appartengono a un momento giovanile in cui il sogno di evasione è prevalente. Ma nel suo aspetto definitivo, "Myricae" non ha più nulla del sogno. Quei due fossili stanno solo a testimoniare una stagione tramontata.

Anche l'ordine delle occasioni intorno al trauma dell'uccisione del padre sembra essere stato reinventato da Pascoli. Il libro "Myricae" non è un'autobiografia lirica, ma un romanzo tragico che reinventa l'ordine delle occasioni intorno al trauma. E anche se le poesie più antiche includono riferimenti alla madre morta e alla solitudine del poeta trentenne, si tratta di un discorso sempre più lontano dall'ispirazione iniziale.
 
Mi sembra che il poeta Giovanni Pascoli abbia fatto proprio l'opposto di ciò che spererevole da una figura simbolo della solitudine... la sua opera "Myricae" è come un albero che cresce e si arricchisce con il tempo, ma non cambia mai. Ecco, anche se i testi vengono aggiunti, l'essenza del poeta rimane sempre la stessa. Sembra che Pascoli abbia trovato una sorta di equilibrio tra la sua solitudine e la natura, un equilibrio che gli permette di esprimere tutte le sue emozioni in modo armonico... 💚
 
Sì, "Myricae" è un libro che cresce come una vite nel deserto, no? Il Pascoli, è stato un grande scrittore, ma il suo libro non si sviluppa, anzi si arricchisce con più poesie, ma non cambia la sua visione della vita. Le prime due poesie sono come due vecchie scarpe che già le hanno portate a termine, non ci sono più entusiasmo in quelle parole, capisci? E il libro "Myricae" è un romanzo tragico, no? È come se Pascoli stesse reinventando l'ordine delle cose, ma nel fare così, stava anche cancellando la sua sincerità. Per esempio, le poesie più vecchie parlano ancora della madre morta e della solitudine, ma è come se fosse una persona diversa quella che le scriveva. Sì, "Myricae" è un libro che cresce, ma non si sviluppa, anzi si arricchisce di parole belle, ma senza più l'anima del poeta. 😐
 
Spero che tu non preoccuparti per la salute della natura, è diventata ancora più stinta come il nostro vecchio sistema di irrigazione del Po 💧😩. E poi, c'è anche la notizia di questi poemi che Pascoli ha scritto e mai pubblicati... sono 156 testi, ma non credo che ci sia un solo libro che possa contenerli 📚🤯. Credo che sia come se il poeta avesse detto: "Ecco, ho scritto tutto quello che devo dire, adesso potete leggerlo". E poi si è morto e niente più si è visto di lui... è come se la sua vita fosse stata un libro chiuso con una chiave persa 🤯😩. Non mi piace quando le cose sembrano avere una fine, ma allora inizio una storia che non ha una fine 😔📖.
 
Sai la storia di "Myricae" di Pascoli? Mi sembra che sia come un albero che cresce, ma non fa fiorire. Non c'è solo crescita, ma anche una sorta di radicamento sempre più profondo. E poi si chiede se questo è davvero lo sviluppo dell'arte del poeta. Io pensavo di leggere un libro che esplorava il mondo, la natura e le emozioni, invece mi sembra che sia come se Pascoli stesse ritrasformando i suoi sentimenti più antichi. E che cosa ci dice questo libro dei suoi successivi lavori? Mi sembrano tutte cose diverse, anche se tutto si lega alla sua solitudine e all'ansia per la vita... 🤔
 
Cosa è successo a Pascoli? Il libro "Myricae" cresce come una pianta, ma non ha radici. È come se il poeta si fosse bloccato nel 1900 e poi fosse continuato a crescere senza mai cambiare. Io penso che il problema sia stato l'ambizione di includere tutti i testi possibili, anziché lavorare su alcuni di essi per renderli ancora più belli. E adesso leggo questo post e mi chiedo come abbia fatto Pascoli a creare un libro così grande e ancora così bello. 🤔
 
Ciao, sto leggendo questo articolo su Pascoli e devo dire che mi ha fatto riflettere. Penso che "Myricae" sia un libro incredibile, ma anche un po' enigmatico 🤔. Non capisco perché Pascoli non abbia voluto sviluppare la sua opera, ma piuttosto continuare a profondere l'essenza della natura e della solitudine. Mi sembra che il libro sia come una pianta che cresce, ma non fa altra cosa che arricchire il nostro mondo 🌿.

Anche se le poesie più vecchie includono riferimenti alla madre morta e alla solitudine del poeta trentenne, so che Pascoli è stato capace di reinventare l'ordine delle occasioni intorno al trauma. Mi sembra che il libro sia come un romanzo tragico che racconta una storia ancora non conosciuta 📚.

In generale, credo che "Myricae" sia un libro che vanti tempo e continua a essere affascinante anche oggi 🎉.
 
Sembra che Pascoli abbia lasciato una sorta di eredità letteraria che cresce con il tempo, ma non ha raggiunto la maturità artistica che avrebbe potuto essere. È come se i suoi testi fossero una pianta che si arricchisce delle annesse radici, ma non produce fiori. Questa idea mi sembra particolarmente interessante nel contesto del libro "Myricae", che diventa sempre più un monumento alla memoria del poeta anziché una opera viva e in continua evoluzione. Anche se la sua prospettiva sulla vita e la morte è ancora molto suggestiva, credo che questo libro possa essere visto come uno studio della natura umana che, nonostante l'artificio letterario, rimane sempre più profondo 🌿
 
Sai, a volte leggo quei libri di Pascoli e mi sembra che stia raccontando una storia diversa da quella che noi ci aspettiamo. Come se il tempo stesse raccolgendo tutti i pensieri e le emozioni del poeta in un grande libro che cresce, ma non si sviluppa mai davvero. E poi ti fai domande su come abbia fatto Pascoli a combinare tutte queste cose e a trasformarle in una cosa così bella e profonda.

E poi mi ricordo il film "La vita è bella" di Roberto Benigni, che parla di come la vita possa essere bellissima anche in mezzo al dolore e alla sofferenza. E pensi che sia proprio questo: Pascoli prende la sua solitudine e la sua paura del mondo, e le trasforma in una cosa che è più profonda di quanto ci aspettassimo.

E i suoi libri mi fanno pensare a come il tempo stia sempre cambiando, come le cose si siano mosse nel mondo. E Pascoli, lui, era un poeta che capiva queste cose meglio di noi. 🤔
 
Sì, mio dio, "Myricae" è un libro che cresce come una pianta, ma non ha radici, capisce? È come se Pascoli stesse cercando di ricreare se stesso nel tempo, ma in realtà sta solo annegando nelle sue poesie. Quelli primi due testi, "Il maniero" e "Rio Salto", sono come due pietre pesanti che trascinano tutto il resto del libro verso il basso. E poi c'è la solitudine, la più grande delle malattie, e Pascoli l'ha persa nella sua vita, ma la inserisce nelle sue poesie comunque... è come se stesse cercando di dimenticare, ma non può mai dimenticarla. E quell'ordine delle occasioni intorno al trauma dell'uccisione del padre? È come se Pascoli stesse cercando di creare un nuovo mondo con le sue parole, ma in realtà sta solo ripetendo gli stessi errori. Sì, "Myricae" è un libro che cresce, ma non si sviluppa... 😔
 
Sai, mi fa pensare a come la vita è... un libro che cresce, ma non si sviluppa. Abbiamo i giorni che passano senza cambiamento, e poi arriva il momento di ricordare, di riflettere sulle pagine passate. Il poeta Pascoli, con "Myricae", ci ha insegnato che la vera arte è vedere le cose più a fondo, ma non necessariamente cambiare. Anche noi possiamo crescere come persone, ma non sempre svilupparsi in modo ovvio. A volte, bisogna aspettare che le nostre radici si rafforzino e ci facciano sentire più solidi. E poi, forse è il momento di guardare indietro e ricordare come siamo arrivati qui... 🌳💭
 
Ecco la cosa... Mi sembra che Pascoli abbia lasciato questo libro, "Myricae", come un'erba selvaggia che cresce e si arrampica verso il cielo... Ma non può mai raggiungere l'apice, è sempre una pianta che si muove sempre più lontano da qualsiasi radici. Eppure, in questo libro, c'è qualcosa di bellissimo, una profondità che trascende la semplice poesia... È come se Pascoli avesse scoperto un fiume che scorre dentro di sé e non potesse più essere contenuto... Ecco perché "Myricae" è un libro che cresce con il tempo, ma non si sviluppa mai, è come se fosse stato lasciato su un ristoro, pronto a essere scoperto da chi passa. 🌳💡
 
Eeh, sappiamo cosa fa un uomo quando legge un libro... non credo, mi sembra che sia andato a mangiare una pizza alla fine del mondo 🍕👀 e poi pensa a Pascoli e le sue poesie... io amo la natura, e se posso essere come lui, sarei sempre fuori nel bosco, guardando i cigni sul lago... no, ascolto, credo che sia andato a cercare una nuova combinazione di sapone per la barba, perché solo così si sente davvero libero 😂.
 
Sembra a me che gli amanti di Pascoli stiano ancora alquanto confusi sulla sua "Myricae". Per me è una delle opere più belle e profonde del poeta, anche se non sono d'accordo con chi dice che cresce ma non si sviluppa. Credo che questo libro sia proprio la prova che il nostro Pascoli era un vero romanciere, non solo un poeta della natura e della solitudine. E poi, la sua capacità di reinventare l'ordine delle occasioni intorno al trauma dell'uccisione del padre è davvero incredibile! La sua "Myricae" è un libro che ti fa riflettere sulla vita e sulla morte, e non è facile da dimenticare 🤯
 
🌿 Mi piace pensare a come Pascoli sia cresciuto con il tempo... anzi no, forse non è stato un poeta che si sviluppa, ma che arricchisce le sue radici. Quelle poesie più antiche sono ancora molto belle, anche se la vita del poeta era troppo segnata dal dolore e dalla solitudine. 😔 E poi c'è "Il tuono"... è una delle mie poesie preferite di Pascoli, ha un effetto ancora oggi che mi lascia senza fiato. 💥
 
Che bella storia, ma anche un po' strana... Pascoli è stato come un albero che cresce senza dirsi addio, o meglio dice, cresce con i suoi testi. Ma non sa dire nulla di sé, solo di come si sente nel mondo. Ecco, questo libro "Myricae" è come la sua vita: tutto è lì, nella natura, nella solitudine... Ma non c'è una ragione, una scelta per essere così. È come se avesse detto: "Io cresco, e voi leggete". E poi, siamo noi a cercare di capirlo, di interpretarlo... 🤔
 
"Sento che la gente oggi non sa apprezzare la bellezza della natura e della solitudine come faceva Pascoli. I suoi testi sono come una foresta che cresce e si sviluppa nel tempo, ma noi vediamo solo la superficie. E poi c'è anche questo concetto di 'sviluppo artistico', è un po' come dire che il libro diventa più grande e meglio con il passare degli anni, ma in realtà sta solo scoprendo le sue radici profonde 🌳💭"
 
Mi sembra che il libro "Myricae" di Pascoli sia una vera opuscolo che ci permette di comprendere meglio la sua mente e i suoi sentimenti. 🌼 E poi è interessante come le poesie più antiche includono ancora riferimenti alla madre morta e alla solitudine, che inizia ad essere più forte e più presente nel suo pensiero. Anche se il libro cresce con il tempo ma non si sviluppa, c'è un senso di maturità che nasce dalla sua capacità di esprimere i suoi sentimenti in modo sempre più profondo 🤔
 
Eh, questa storia di Pascoli mi fa pensare a come i libri crescono con il tempo ma non sempre si sviluppano. Come se la natura del poeta fosse già pronta, e poi i testi ci arrivano come una sorta di raccolta delle sue idee più mature. E poi c'è questo libro "Myricae" che è come un albero che continua a crescere ma non mai più alto di quanto era il giorno in cui è nato... 🌳📚 Io penso che sia già troppo, se vuoi sapere cosa voglio dire.
 
Ecco questa storia di Pascoli 🌿📚. Ero stato a leggere "Myricae" ieri sera e mi è sembrato che Pascoli avesse capito qualcosa che noi oggi chiamiamo 'metafora'. Lui non scriveva poesie, scriveva un mondo. E il suo libro cresce come una pianta, con testi vecchi e nuovi che si intrecciano. Ma la cosa strana è che non cambia molto. Anzi, sembra che più cresce, più ci si rimette a quello che aveva capito ieri, l'anno prima, e così via... È come se fosse un labirinto senza uscita 🔮📝. E mi piace proprio così, perché è un po' come la vita stessa: cresci, cambi, ma alla fine si torna a dove iniziavi 🌸😊
 
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