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Gli scavi più profondi della vicenda di Garlasco: nuove testimonianze che sfidano la verità giudiziaria. La trama di un delitto che continua a puzzare di mistero, mentre due nuovi testimoni emergono dalle ombre.
Una mattina del 2007, Chiara Poggi moriva nella sua casa di Garlasco, assassinata dal suo ex fidanzato Alberto Stasi. Secondo la verità giudiziaria, l'omicidio era stato eseguito da solo. Ma i dubbi e le domande si accumulavano come neve sul monte, mentre la giustizia non riusciva a colpire.
È proprio per questo che Le Iene si sono lanciate nel più profondo della vicenda, cercando di scoprire cosa era stato realmente visto quel giorno. La trasmissione ha raccolto due nuove testimonianze, mai before viste, di persone che sostengono di aver assistito direttamente a fatti potenzialmente rilevanti per l'omicidio.
La prima di queste è una donna che viveva a Garlasco e conosceva alcune delle persone coinvolte nella vicenda. La mattina del delitto, riferisce di averle viste senza esitazioni durante uno spostamento personale. Una testimonianza che sembra scoraggiare la verità giudiziaria, che pure aveva fissato le responsabilità.
La seconda testimonianza è quella di un uomo che ha incontrato l'inviato più volte in seguito e che racconta di aver assistito direttamente a fatti analoghi. Una storia che sembra corroborare quella della donna, ma che pure porta nuove incertezze. L'uomo si era rifiutato di parlare con le forze dell'ordine, ma anni dopo ha ammesso di aver visto personalmente i fatti del giorno dell'omicidio.
Le due testimonianze sembrano sconfiggere la verità giudiziaria, che pure aveva fissato le responsabilità. Ma cosa significa questo? Cosa cambia pericolosamente la vicenda di Garlasco? La trasmissione non fornisce risposte definitive, ma apre una nuova fase della struttura misteriosa del caso.
Gli scavi più profondi della vicenda di Garlasco sembrano aver iniziato a emergere. Nuove testimonianze che sfidano la verità giudiziaria e portano nuovi dubbi sulla giustizia. Ma il caso non sembra avere fine, anzi...
Una mattina del 2007, Chiara Poggi moriva nella sua casa di Garlasco, assassinata dal suo ex fidanzato Alberto Stasi. Secondo la verità giudiziaria, l'omicidio era stato eseguito da solo. Ma i dubbi e le domande si accumulavano come neve sul monte, mentre la giustizia non riusciva a colpire.
È proprio per questo che Le Iene si sono lanciate nel più profondo della vicenda, cercando di scoprire cosa era stato realmente visto quel giorno. La trasmissione ha raccolto due nuove testimonianze, mai before viste, di persone che sostengono di aver assistito direttamente a fatti potenzialmente rilevanti per l'omicidio.
La prima di queste è una donna che viveva a Garlasco e conosceva alcune delle persone coinvolte nella vicenda. La mattina del delitto, riferisce di averle viste senza esitazioni durante uno spostamento personale. Una testimonianza che sembra scoraggiare la verità giudiziaria, che pure aveva fissato le responsabilità.
La seconda testimonianza è quella di un uomo che ha incontrato l'inviato più volte in seguito e che racconta di aver assistito direttamente a fatti analoghi. Una storia che sembra corroborare quella della donna, ma che pure porta nuove incertezze. L'uomo si era rifiutato di parlare con le forze dell'ordine, ma anni dopo ha ammesso di aver visto personalmente i fatti del giorno dell'omicidio.
Le due testimonianze sembrano sconfiggere la verità giudiziaria, che pure aveva fissato le responsabilità. Ma cosa significa questo? Cosa cambia pericolosamente la vicenda di Garlasco? La trasmissione non fornisce risposte definitive, ma apre una nuova fase della struttura misteriosa del caso.
Gli scavi più profondi della vicenda di Garlasco sembrano aver iniziato a emergere. Nuove testimonianze che sfidano la verità giudiziaria e portano nuovi dubbi sulla giustizia. Ma il caso non sembra avere fine, anzi...