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Il pane bianco del dopoguerra, quel "pane buono" che ha segnato la fine di un'epoca. Sono queste le parole di Fulvio Marino, il volto e la voce del pane stesso, intervistato su Rai1 accanto ad Antonella Clerici.
Marino racconta di come, nel dopoguerra, è stato possibile produrre pane di alta qualità grazie alla nuova tecnologia. Ma questo ha segnato la fine di un'epoca in cui il pane era fatto a mano, con più cura e dedizione. "Il pane bianco del dopoguerra è diventato sinonimo di 'pane buono'", dice Marino.
Ma cosa significa esattamente questo "pane buono"? Secondo Marino, significa che il pane era ancora fatto con ingredienti naturali, non con sostituti chimici. Significa che il pane era stato prodotto con cura e dedizione, senza l'uso di macchinari che rendevano la lavorazione del pane sempre più facile ma meno autentica.
Oggi, Marino dice, siamo tornati a un modo di produzione del pane simile a quello dei tempi passati. Ma è anche vero che il costo del pane ha aumentato, e molte persone non possono più permettersi di comprare pane di alta qualità.
Marino conclude la sua riflessione sottolineando l'importanza di ricordare la storia del pane e delle tradizioni alimentari italiane. "Il pane è un simbolo della nostra cultura", dice.
Marino racconta di come, nel dopoguerra, è stato possibile produrre pane di alta qualità grazie alla nuova tecnologia. Ma questo ha segnato la fine di un'epoca in cui il pane era fatto a mano, con più cura e dedizione. "Il pane bianco del dopoguerra è diventato sinonimo di 'pane buono'", dice Marino.
Ma cosa significa esattamente questo "pane buono"? Secondo Marino, significa che il pane era ancora fatto con ingredienti naturali, non con sostituti chimici. Significa che il pane era stato prodotto con cura e dedizione, senza l'uso di macchinari che rendevano la lavorazione del pane sempre più facile ma meno autentica.
Oggi, Marino dice, siamo tornati a un modo di produzione del pane simile a quello dei tempi passati. Ma è anche vero che il costo del pane ha aumentato, e molte persone non possono più permettersi di comprare pane di alta qualità.
Marino conclude la sua riflessione sottolineando l'importanza di ricordare la storia del pane e delle tradizioni alimentari italiane. "Il pane è un simbolo della nostra cultura", dice.