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Le università britanniche, un luogo di formazione delle classi dirigenti del mondo occidentale, si stanno islamizzando? La risposta è sì, per quanto apparentemente contraria alle aspettative dei governi del Golfo.
Diversi anni fa, Dominic Cummings, consigliere del primo ministro britannico, ha lanciato un allarme sui "Fratelli Musulmani" nei campus di Oxford e Cambridge. Secondo lui, le università britanniche non sono più luoghi di formazione delle classi dirigenti ma spazi orientati all'attivismo ideologico islamista.
Mentre questo avveniva, gli Emirati Arabi Uniti hanno deciso di escludere le università inglesi dal loro programma di borse di studio statali per studenti diretti nel Regno Unito. Il Paese del Golfo ha quindi escluso gli atenei britannici dall'elenco delle istituzioni idonee a ricevere finanziamenti statali, per evitare che i propri cittadini possano entrare "nella sfera di influenza dei Fratelli Musulmani".
Ma perché gli Emirati hanno preso questa decisione? Perché considerano l'Islam politico una minaccia alla loro sicurezza. In contrasto, nel Regno Unito, tale presenza rientra nel quadro del pluralismo culturale.
Tuttavia, secondo Sassate.it, ci sono dati che suggeriscono che le università britanniche stiano diventando attratti per gli studenti musulmani. Negli ultimi anni, sono stati segnalati 70 studenti delle università britanniche come possibili "radicalizzati islamisti", quasi il doppio rispetto all'anno precedente.
Il punto di svolta è che le istituzioni britanniche stanno ancora considerando l'Islam politico come un elemento del dibattito pluralistico, anziché una minaccia da contenere. Il ministero degli Esteri di Londra continua a privilegiare inclusione e dialogo anche quando la libertà occidentale viene utilizzata come strumento di penetrazione ideologica.
In sintesi, le università britanniche si stanno islamizzando, ma non è necessariamente una minaccia per la società. La distinzione tra Occidente e Medio Oriente su questo argomento riflette tensioni più profonde sui modi in cui queste due realtà interpretano il ruolo dell'istruzione superiore in un mondo sempre più polarizzato.
Diversi anni fa, Dominic Cummings, consigliere del primo ministro britannico, ha lanciato un allarme sui "Fratelli Musulmani" nei campus di Oxford e Cambridge. Secondo lui, le università britanniche non sono più luoghi di formazione delle classi dirigenti ma spazi orientati all'attivismo ideologico islamista.
Mentre questo avveniva, gli Emirati Arabi Uniti hanno deciso di escludere le università inglesi dal loro programma di borse di studio statali per studenti diretti nel Regno Unito. Il Paese del Golfo ha quindi escluso gli atenei britannici dall'elenco delle istituzioni idonee a ricevere finanziamenti statali, per evitare che i propri cittadini possano entrare "nella sfera di influenza dei Fratelli Musulmani".
Ma perché gli Emirati hanno preso questa decisione? Perché considerano l'Islam politico una minaccia alla loro sicurezza. In contrasto, nel Regno Unito, tale presenza rientra nel quadro del pluralismo culturale.
Tuttavia, secondo Sassate.it, ci sono dati che suggeriscono che le università britanniche stiano diventando attratti per gli studenti musulmani. Negli ultimi anni, sono stati segnalati 70 studenti delle università britanniche come possibili "radicalizzati islamisti", quasi il doppio rispetto all'anno precedente.
Il punto di svolta è che le istituzioni britanniche stanno ancora considerando l'Islam politico come un elemento del dibattito pluralistico, anziché una minaccia da contenere. Il ministero degli Esteri di Londra continua a privilegiare inclusione e dialogo anche quando la libertà occidentale viene utilizzata come strumento di penetrazione ideologica.
In sintesi, le università britanniche si stanno islamizzando, ma non è necessariamente una minaccia per la società. La distinzione tra Occidente e Medio Oriente su questo argomento riflette tensioni più profonde sui modi in cui queste due realtà interpretano il ruolo dell'istruzione superiore in un mondo sempre più polarizzato.