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In un'epoca di grande tumulto, in cui le nazioni si alleavano e si sfidavano, c'erano donne che si lanciarono nel mistero, come Luisa Zeni. La stessa, ingaggiata dal nostro servizio segreto, fu inviata in Austria, il 22 maggio 1915, due giorni prima dell'entrata in guerra dell'Italia.
Luisa portava con sé un kit da spia di base: una boccetta di inchiostro, uno strumento per leggere i messaggi, un manuale per decifrarli e una pistola. Un ufficiale austriaco, fortunatamente, la fermò prima che aprisse il kit. La donna mostrò prontezza e posò la borsa sulla scrivania, con un'espressione innocente. L'ufficiale, nonostante l'inquietudine, non decise di aprire la borsa, ed era così che Luisa riuscì a passare indisturbata.
Il suo compito era quello di fornire informazioni preziose: arrivò in Innsbruck, quartier generale austriaco, dove inviava messaggi cruciali come: «Si muove la cavalleria, ci sono anche l'artiglieria, ci sono anche i tedeschi». Ma quando fu scoperta, riuscì a fuggire travestita da uomo. Un esempio di coraggio e determinazione, in un periodo di grande incertezza.
Luisa portava con sé un kit da spia di base: una boccetta di inchiostro, uno strumento per leggere i messaggi, un manuale per decifrarli e una pistola. Un ufficiale austriaco, fortunatamente, la fermò prima che aprisse il kit. La donna mostrò prontezza e posò la borsa sulla scrivania, con un'espressione innocente. L'ufficiale, nonostante l'inquietudine, non decise di aprire la borsa, ed era così che Luisa riuscì a passare indisturbata.
Il suo compito era quello di fornire informazioni preziose: arrivò in Innsbruck, quartier generale austriaco, dove inviava messaggi cruciali come: «Si muove la cavalleria, ci sono anche l'artiglieria, ci sono anche i tedeschi». Ma quando fu scoperta, riuscì a fuggire travestita da uomo. Un esempio di coraggio e determinazione, in un periodo di grande incertezza.