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La Ferrari si è piegata come un fucile sfondato su quel sabato del Qatar, quando il tricolore che aveva avuto l'orgoglio di vincere il Mondiale a Monza sembrava sul punto di tornare a casa con la testa alta. Oscar Piastri, lo stesso pilota che aveva fatto segnare tre vittorie consecutive, si è ritrovato con un tripudio di sconfitte che lascia solo incubi nella mente.
Il ragazzo che aveva avuto tutto, compreso il punto di partenza della gara e la pole vera, si è trovato a lottare per ogni metro di pista. La sua Ferrari era come una macchina che non va bene, e che non può andare bene. «Non resta che ripetermi», ha dichiarato Piastri, «ho ritrovato vecchie sensazioni. O tutto o niente, non ho molte alternative». Ecco cosa significa: la Ferrari è in crisi, e il pilota più giovane del team sembra essere l'unico a capire che cosa stia accadendo.
Ma Piastri non è solo. Il suo compagno di squadra Lewis Hamilton ha toccato picchi negativi mai raggiunti in carriera. Il britannico si è ritrovato con due 18esimi posti in due qualifiche e un 17esimo nella Sprint, condito dai soliti sfoghi cupi. E la scusa del team principal, Fred Vasseur, non sembra aiutare: abbandonare gli sviluppi aerodinamici della monoposto 2025 già a fine aprile, di fronte al dominio McLaren?
La Ferrari è in crisi, e il suo presidente John Elkann ha chiesto una reazione. Ma la risposta sembra essere solo più sconfitte. La squadra che un tempo era considerata la migliore del mondo sembra essere solo una shadow della sua vecchia stessa. E il futuro non sembra buono: il 2026 sarà forse il minimo aspettarsi da una Ferrari da primato, dopo il sacrificio di un intero campionato.
La situazione è difficile per l'altro pilota della squadra, Charles Leclerc, che ha subito anche lui una sconfitta disastrosa. Il monegasco si è ritrovato con la Ferrari che non va bene, e che non può andare bene. «Riuscire a mantenere la macchina in pista era difficilissimo», ha spiegato Leclerc, «pensavo che sarei uscito prima. Abbiamo provato tanti cambiamenti nell'assetto, ma niente funziona». Ecco cosa significa: la Ferrari è in crisi, e i suoi piloti sono bloccati.
Il ragazzo che aveva avuto tutto, compreso il punto di partenza della gara e la pole vera, si è trovato a lottare per ogni metro di pista. La sua Ferrari era come una macchina che non va bene, e che non può andare bene. «Non resta che ripetermi», ha dichiarato Piastri, «ho ritrovato vecchie sensazioni. O tutto o niente, non ho molte alternative». Ecco cosa significa: la Ferrari è in crisi, e il pilota più giovane del team sembra essere l'unico a capire che cosa stia accadendo.
Ma Piastri non è solo. Il suo compagno di squadra Lewis Hamilton ha toccato picchi negativi mai raggiunti in carriera. Il britannico si è ritrovato con due 18esimi posti in due qualifiche e un 17esimo nella Sprint, condito dai soliti sfoghi cupi. E la scusa del team principal, Fred Vasseur, non sembra aiutare: abbandonare gli sviluppi aerodinamici della monoposto 2025 già a fine aprile, di fronte al dominio McLaren?
La Ferrari è in crisi, e il suo presidente John Elkann ha chiesto una reazione. Ma la risposta sembra essere solo più sconfitte. La squadra che un tempo era considerata la migliore del mondo sembra essere solo una shadow della sua vecchia stessa. E il futuro non sembra buono: il 2026 sarà forse il minimo aspettarsi da una Ferrari da primato, dopo il sacrificio di un intero campionato.
La situazione è difficile per l'altro pilota della squadra, Charles Leclerc, che ha subito anche lui una sconfitta disastrosa. Il monegasco si è ritrovato con la Ferrari che non va bene, e che non può andare bene. «Riuscire a mantenere la macchina in pista era difficilissimo», ha spiegato Leclerc, «pensavo che sarei uscito prima. Abbiamo provato tanti cambiamenti nell'assetto, ma niente funziona». Ecco cosa significa: la Ferrari è in crisi, e i suoi piloti sono bloccati.