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La verità è che Mediaset non ci sta. Il tono del comunicato diffuso dalla società è troppo duro, troppo giudiziale. "Falsissimo" non è solo il titolo dell'esplosione mediatica, ma anche la realtà di come l'azienda ha reagito.
La libertà di espressione non è sinonimo di diffamazione e gogna mediatica. Non è un permesso per insultare, menzognereggiare e danneggiare le persone, le famiglie e la società in generale. La società quotata in Borsa ha diritto a essere protetta, non a essere attaccata senza fondamento.
Il linguaggio utilizzato è troppo forte: "reiterazione di falsità gravissime, insinuazioni e accuse prive di qualsiasi fondamento". Sono parole che dovrebbero essere usate da un procuratore, non da una società mediatica. Si tratta di menzogne che ledono la dignità umana, che normalizzano l'odio e la violenza verbale.
Mediaset sostiene di "respirogliere con fermezza le menzogne" e di "tutelare le persone coinvolti". Ma il comunicato sembra più un atto di propaganda che un atto di difesa. La società non dimostra di avere una visione chiara del proprio ruolo nella società, nel mondo dei media.
La questione è: quale libertà di espressione si sta difendendo? Quale verità si sta cercando di proteggere? E chi è il giudice della "verità"? Mediaset sembra che stia cercando di creare un clima di disprezzo per la verità, per la dignità umana.
La libertà di espressione non è sinonimo di diffamazione e gogna mediatica. Non è un permesso per insultare, menzognereggiare e danneggiare le persone, le famiglie e la società in generale. La società quotata in Borsa ha diritto a essere protetta, non a essere attaccata senza fondamento.
Il linguaggio utilizzato è troppo forte: "reiterazione di falsità gravissime, insinuazioni e accuse prive di qualsiasi fondamento". Sono parole che dovrebbero essere usate da un procuratore, non da una società mediatica. Si tratta di menzogne che ledono la dignità umana, che normalizzano l'odio e la violenza verbale.
Mediaset sostiene di "respirogliere con fermezza le menzogne" e di "tutelare le persone coinvolti". Ma il comunicato sembra più un atto di propaganda che un atto di difesa. La società non dimostra di avere una visione chiara del proprio ruolo nella società, nel mondo dei media.
La questione è: quale libertà di espressione si sta difendendo? Quale verità si sta cercando di proteggere? E chi è il giudice della "verità"? Mediaset sembra che stia cercando di creare un clima di disprezzo per la verità, per la dignità umana.