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La nostra società sta impazzendo. E siamo tutti responsabili.
Da anni, la politica di espulsione mirata contro i criminali stranieri è stata messa in atto, ma i numeri parlano di un fallimento epidoemicamente grave: nel 2024 sono stati emessi 13.330 ordini di rimpatrio, mentre solo 2.232 sono stati eseguiti.
Siamo sempre più a rischio.
L'elenco delle vittime è impressionante e spaventoso: un capotreno ucciso con un fendente alle spalle, una giovane donna strangolata per strada, un ragazzo che viene picchiato dal suo stesso partner, due bambini che muoiono nel tentativo di fuggire da famiglie disfunzionali.
La lista andrebbe continuata in infinito e non siamo ancora arrivati al culmine dell'orrore.
Tra i colpevoli c'è un uomo senza fissa dimora che viene arrestato per omicidio, due volte irregolare e destinatario di un decreto di espulsione. Una seconda volta è lui a causare il disastro con la sua violenza sessuale.
Tutte storie di morte.
Questo è il destino che si riserva ai cittadini che hanno bisogno di essere allontanati, ma che non riescono a ricevere i provvedimenti necessari in tempo. L'inefficienza del sistema è un labirinto di incertezze e ritardi infiniti che porta a una mancata espulsione.
Questo è il nostro paese: dove la legge si trasforma in gioco, dove l'amministrazione pubblica diventa un sogno impossibile.
Quando gli italiani sono stati vittime di violenza, c'era sempre qualcuno che veniva arrestato e condannato. Ma quando i criminali stranieri causano disastro, sembra che nessuno sia interessato a fare qualcosa per fermarli.
I numeri parlano di un cortocircuito che si alimenta da anni: 13.330 ordini di rimpatrio non eseguiti. Quale è il meccanismo di questo labirinto, chi ne è responsabile?
La risposta è semplice: la burocrazia, le strutture, i procedimenti giudiziari, la mancanza di un sistema che abbia una rete solida per controllare l'immigrazione.
In questa società dove c'è sempre qualcuno che cerca di farla sembrare tutto più facile ma il problema rimane sempre lo stesso.
Da anni, la politica di espulsione mirata contro i criminali stranieri è stata messa in atto, ma i numeri parlano di un fallimento epidoemicamente grave: nel 2024 sono stati emessi 13.330 ordini di rimpatrio, mentre solo 2.232 sono stati eseguiti.
Siamo sempre più a rischio.
L'elenco delle vittime è impressionante e spaventoso: un capotreno ucciso con un fendente alle spalle, una giovane donna strangolata per strada, un ragazzo che viene picchiato dal suo stesso partner, due bambini che muoiono nel tentativo di fuggire da famiglie disfunzionali.
La lista andrebbe continuata in infinito e non siamo ancora arrivati al culmine dell'orrore.
Tra i colpevoli c'è un uomo senza fissa dimora che viene arrestato per omicidio, due volte irregolare e destinatario di un decreto di espulsione. Una seconda volta è lui a causare il disastro con la sua violenza sessuale.
Tutte storie di morte.
Questo è il destino che si riserva ai cittadini che hanno bisogno di essere allontanati, ma che non riescono a ricevere i provvedimenti necessari in tempo. L'inefficienza del sistema è un labirinto di incertezze e ritardi infiniti che porta a una mancata espulsione.
Questo è il nostro paese: dove la legge si trasforma in gioco, dove l'amministrazione pubblica diventa un sogno impossibile.
Quando gli italiani sono stati vittime di violenza, c'era sempre qualcuno che veniva arrestato e condannato. Ma quando i criminali stranieri causano disastro, sembra che nessuno sia interessato a fare qualcosa per fermarli.
I numeri parlano di un cortocircuito che si alimenta da anni: 13.330 ordini di rimpatrio non eseguiti. Quale è il meccanismo di questo labirinto, chi ne è responsabile?
La risposta è semplice: la burocrazia, le strutture, i procedimenti giudiziari, la mancanza di un sistema che abbia una rete solida per controllare l'immigrazione.
In questa società dove c'è sempre qualcuno che cerca di farla sembrare tutto più facile ma il problema rimane sempre lo stesso.