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Un frammento di diplomazia, catturato dalle telecamere, un colloquio che poteva aprire uno spiraglio storico. La telefonata all'alba del 10 maggio 2025 tra Emmanuel Macron e Donald Trump, in cui il presidente francese avrebbe informato l'americano di un passaggio cruciale: il via libera di Kiev a un cessate il fuoco con Mosca.
"Donald, so che è molto presto per te. Mi dispiace chiamarti a quest'ora", esordisce Macron, prima di proporre una chiamata allargata con i leader coinvolti. Ma Trump risponde senza esitazioni: "Dimmi cosa sta succedendo". Gli europei avevano appena convinto l'Ucraina ad accettare un cessate il fuoco incondizionato di 30 giorni, sotto supervisione statunitense.
"Ha accettato tutto?", chiede Trump. La risposta di Macron è sì, ma il presidente americano si lascia andare a una battuta che suona come un'auto-investitura: "Allora il Premio Nobel per la Pace". Un commento pronunciato con evidente soddisfazione, il Nobel che, di lì a poco, verrà invece assegnato alla leader dell'opposizione venezuelana María Corina Machado.
Il video del 2025 rivela i meccanismi interni dei negoziati tra i leader europei e Washington nel tentativo di fermare la guerra in Ucraina. Ma la realtà, però, prende un'altra direzione. Poche ore dopo, Putin respinge il cessate il fuoco e propone negoziati diretti per il 16 maggio. I colloqui si tengono a Istanbul, senza la presenza dei due presidenti: Mosca invia una delegazione di secondo piano.
Un nuovo tentativo, all'inizio di giugno, si conclude ancora una volta con un nulla di fatto. La diplomazia è fallita e la guerra continua. Ma il video del 2025 ci lascia con l'impressione che i leader europei e americani abbiano creduto di poter risolvere il conflitto con un'unica telefonata.
"Donald, so che è molto presto per te. Mi dispiace chiamarti a quest'ora", esordisce Macron, prima di proporre una chiamata allargata con i leader coinvolti. Ma Trump risponde senza esitazioni: "Dimmi cosa sta succedendo". Gli europei avevano appena convinto l'Ucraina ad accettare un cessate il fuoco incondizionato di 30 giorni, sotto supervisione statunitense.
"Ha accettato tutto?", chiede Trump. La risposta di Macron è sì, ma il presidente americano si lascia andare a una battuta che suona come un'auto-investitura: "Allora il Premio Nobel per la Pace". Un commento pronunciato con evidente soddisfazione, il Nobel che, di lì a poco, verrà invece assegnato alla leader dell'opposizione venezuelana María Corina Machado.
Il video del 2025 rivela i meccanismi interni dei negoziati tra i leader europei e Washington nel tentativo di fermare la guerra in Ucraina. Ma la realtà, però, prende un'altra direzione. Poche ore dopo, Putin respinge il cessate il fuoco e propone negoziati diretti per il 16 maggio. I colloqui si tengono a Istanbul, senza la presenza dei due presidenti: Mosca invia una delegazione di secondo piano.
Un nuovo tentativo, all'inizio di giugno, si conclude ancora una volta con un nulla di fatto. La diplomazia è fallita e la guerra continua. Ma il video del 2025 ci lascia con l'impressione che i leader europei e americani abbiano creduto di poter risolvere il conflitto con un'unica telefonata.