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Un disastro senza scampo: il tragico incidente ferroviario in Spagna lascia tante domande aperte e si chiede come sia possibile che un treno possa deragliare in un tratto rettilineo con sistemi di sicurezza attivi. I tecnici spagnoli stanno lavorando sodo per accertare la causa del disastro, ma ancora non è chiaro se ci sia stato un giunto saltato sul binario che abbia causato l'incidente.
La possibilità che il giunto si sia salutato, creando uno spazio tra due sezioni di binario che via via si è allargato al passaggio dei treni, è stata esaminata. Secondo le ipotesi tecnici, le prime carrozze del treno Iryo sarebbero passate mentre lo spazio si allargava finché, arrivata all'ottava, è avvenuto il deragliamento. L'ottava carrozza avrebbe portato con sé anche la sesta e la settima.
Ma cosa dice la compagnia ferroviaria? Il presidente della Renfe, Alvaro Fernandez Heredia, ha chiesto "pazienza" e di "evitare, per quanto possibile, di compiere speculazioni". Ha spiegato che l'incidente è avvenuto su un tratto rettilineo con i sistemi di sicurezza attivi, il che lo rende particolarmente insolito. Sappiamo già dai registri di velocità che i treni viaggiavano a una velocità inferiore a quella assegnata al tratto e lo stesso sistema di segnalazione "impedisce di superare questa velocità". La causa potrebbe essere correlata a materiale mobile o all'infrastruttura, cosa che dovrà essere determinata dalla Commissione d'inchiesta sugli incidenti ferroviari.
Quanti secondi sono stati sufficienti per causare il disastro? Solamente 20 secondi tra quando il treno Iryo è deragliato e quando i sistemi di sicurezza sono entrati in funzione. Un lasso di tempo troppo breve per permettere all'arresto del convoglio che transita su quel tratto. Eppure, non c'è stato neanche il tempo necessario perché il macchinista dell'Alvia potesse frenare o perché gli sistemi di sicurezza entrassero in funzione, lasciando la vittima a dover pagare con la sua vita.
La possibilità che il giunto si sia salutato, creando uno spazio tra due sezioni di binario che via via si è allargato al passaggio dei treni, è stata esaminata. Secondo le ipotesi tecnici, le prime carrozze del treno Iryo sarebbero passate mentre lo spazio si allargava finché, arrivata all'ottava, è avvenuto il deragliamento. L'ottava carrozza avrebbe portato con sé anche la sesta e la settima.
Ma cosa dice la compagnia ferroviaria? Il presidente della Renfe, Alvaro Fernandez Heredia, ha chiesto "pazienza" e di "evitare, per quanto possibile, di compiere speculazioni". Ha spiegato che l'incidente è avvenuto su un tratto rettilineo con i sistemi di sicurezza attivi, il che lo rende particolarmente insolito. Sappiamo già dai registri di velocità che i treni viaggiavano a una velocità inferiore a quella assegnata al tratto e lo stesso sistema di segnalazione "impedisce di superare questa velocità". La causa potrebbe essere correlata a materiale mobile o all'infrastruttura, cosa che dovrà essere determinata dalla Commissione d'inchiesta sugli incidenti ferroviari.
Quanti secondi sono stati sufficienti per causare il disastro? Solamente 20 secondi tra quando il treno Iryo è deragliato e quando i sistemi di sicurezza sono entrati in funzione. Un lasso di tempo troppo breve per permettere all'arresto del convoglio che transita su quel tratto. Eppure, non c'è stato neanche il tempo necessario perché il macchinista dell'Alvia potesse frenare o perché gli sistemi di sicurezza entrassero in funzione, lasciando la vittima a dover pagare con la sua vita.