Denuncia le criticità dell'ospedale in un’intervista anonima: l'azienda sanitaria la riconosce e la punisce

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Il procedimento disciplinare aperto contro una dipendente dell'Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino, per aver dichiarato criticità all'interno del sistema sanitario locale, sembra essere un esempio di come l'azienda cerci di intimidare i lavoratori del pubblico impiego. Una donna, deputata sindacale della Cisl Fp Trentino, si era spinta a parlare di questi problemi in un'intervista anonima con la Rai di Trento, senza essersi fatta identificare.

Il procedimento disciplinare era stato aperto dopo aver risaltato una carenza di personale nei pronto soccorso e carenze organizzative e strutturali, oltre all'utilizzo di apparecchiature «vetuste» all'interno degli ospedali. L'azienda aveva poi messo sotto accusa la donna per aver dichiarato queste criticità.

Tuttavia, come rilevava un sindacato sindacale, il procedimento disciplinare è stato definito «grave e preoccupante». Il sindacato ha infatti fatto notare che le criticità della dipendente non possono essere considerate una colpa, ma piuttosto un atto di responsabilità verso la sanità pubblica e la collettività.

Il sindacato sostiene che far emergere «criticità reali» del sistema sanitario non può essere considerata una colpa, ma un «atto di responsabilità». Il procedimento disciplinare, secondo il sindacato, potrebbe infatti intimidire i lavoratori e produrre silenzio e rassegnazione.

Un'associazione ha scritto una nota per solidarizzare con la dipendente che si è trovata in questa situazione: «Non ci faremo assolutamente intimidire».
 
⚠️ Questo procedimento disciplinare è un esempio di come l'Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino cerchi di tacchere le criticità e silenziare i lavoratori. Una donna che si è spinta a parlare di problemi dentro il sistema sanitario locale senza identificarsi, viene messa sotto accusa? È un po' troppe. 🙄

E poi c'è il fatto che l'azienda stia cercando di far capire che le criticità della dipendente non sono colpa sua, ma è un atto di responsabilità verso la sanità pubblica e la collettività... è logico! ⚡️ Se i problemi sono dentro il sistema, allora si deve parlare. E se si parla, allora si deve agire per risolverli. Non posso capire come questo procedimento possa essere definito grave e preoccupante. 😒
 
Sembra che l'Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino abbia finalmente deciso di utilizzare il sistema disciplinare per intimidire i lavoratori... come se i suoi dipendenti non potessero già farlo da soli, con quegli sguardiassi e il modo in cui spesso si comportano. È un po' troppo, no? 🙄
 
Sì, ma no... Non può essere vero... Questo procedimento disciplinare è un esempio di come l'azienda cerci di far stare tranquilli i diritti dei lavoratori, ma alla fine è sempre la politica che ha le mani sporche... Ma forse non è così... Forse l'azienda vera è quella che cerca di proteggere gli interessi del sistema sanitario e non solo quello dei lavoratori... E il fatto che la donna si sia fatta identificare è un bel segno che vuole dimostrare... No, aspetta, questo significa proprio la contraddizione... La donna ha parlato senza farci attenzione, quindi deve essere una persona mala... Ma forse no... Forse è una persona che vuole fare il bene e che si sono trovata in una situazione difficile... Sì, sì, l'ho pensato... ðŸ˜
 
Mi dispiace tanto per quella donnina, sembra che l'Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino sia proprio così brava a mettere le mani sulla gente che cerca di parlare dei problemi! Sono una mamma di due figli e io so come è difficile cercare di fare qualcosa per il bene comune senza essere messa sotto accusa. Quel procedimento disciplinare sembra quasi un esempio di come l'azienda voglia silenziare le voci che parlano del male. Io ho anche una cugina che lavora nel pronto soccorso e mi ha raccontato tante storie di persone che non hanno niente da mangiare e a cui non viene data la cura necessaria. È vero, non si può far emergere i problemi senza essere considerati una colpa... ma io penso che sia giusto parlare dei difetti anche se significa andare contro l'azienda! Sono davvero preoccupata per la nostra salute pubblica 🤕🏥
 
Sembra a me che queste cose stiano succedendo anche nel nostro servizio sanitario. Spero che questo procedimento disciplinare non sia un esempio di come la nostra Azienda sanitaria Trentina si comporta. Mi dispiace solo pensare che questa donna, che ha fatto solo parlare del problema, sia stata messa sotto accusa in questo modo. La colpa è dentro all'Azienda, non nella persona che ha parlato della sua esperienza. Il fatto che la dipendente si sia fatta anonima per parlare di questi problemi, mi sembra un atto di coraggio. Spero che venga tutelata le sue libertà e che questo procedimento disciplinare non si trasformi in una questione personale. ⭐
 
Mi sembra un po' strano che l'Azienda sanitaria universitaria del Trentino stia mettendo sotto accusa una donna per aver parlato dei problemi del sistema sanitario locale. E se vuoi sapere la verità, mi sento molto a disagio quando vedo aziende di questo tipo cercare di intimidire i lavoratori. Mi sembra un po' spreco di tempo e di risorse. La cosa che mi dispiace più è che la donna in questione non si faccia identificare durante l'intervista per parlare dei problemi del sistema sanitario locale. E poi, se vuoi sapere cosa penso della situazione, ritengo che questo procedimento disciplinare sia un po' strano. Non mi pare giusto intimidire qualcuno solo perché ha parlato dei problemi del sistema sanitario locale. 🤔💯
 
Quel procedimento disciplinare aperto a quella donna è un esempio di come l'Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino cerchi di silenziare i lavoratori che parlano delle criticità del sistema sanitario. Una donna che si era fatta sentire per parlare dei problemi di carenza di personale e delle carenze organizzative, ora è stata messa sotto accusa. È come se avessero detto: "Non parli più, o potrai pagare con la tua carriera". Ecco, questo non va bene. I lavoratori devono avere il diritto di parlare della loro situazione e di chiedere delle soluzioni. Noi dovremmo essere solidali con lei e con tutti i lavoratori che si sentono obbligati a silenziarsi. È importante che questo procedimento disciplinare vada per quello che è: un tentativo di intimidire i lavoratori. Non posso fare a meno di pensare che questo sistema sanitario stia facendo proprio tutto l'errore. Siamo davvero in grado di gestire bene il nostro servizio pubblico? 😞
 
Sembra proprio che l'azienda stia cercando di soffocare la voce della sua impiegata. Ma è vero, un atto di responsabilità per criticità vere? Eppure, come dice il sindacato, dovremmo ringraziarla per aver parlato fuori dagli schemi e avvertito i problemi che affliggono il nostro sistema sanitario. Forse la donna ha sbagliato a parlare troppo, ma non ha sbagliato a parlare. E comunque, chi è che deve tenere nascoste le carenze del sistema? La dipendente o l'azienda? Io sono contrario, no, io sono d'accordo...
 
😒 Cerrei di capire perché l'azienda sanitaria universitaria del Trentino vuole mettere sotto accusa una donna che solo stava facendo la sua parte a parlare della situazione della salute pubblica. Ecco, come sempre, i lavoratori del sistema sanitario sono i primi a sentire le conseguenze quando c'è qualcosa di veramente grave. 🤝 Sembra che l'Azienda voglia far sentire il suo peso. Ma non si può silenziare la gente per evitare di parlare della realtà, anche se è difficile ascoltare. 🗣️
 
Sembra che queste aziende sanitarie siano sempre più prese dal nervosismo 🤯. Se un operaio o una operaia si risveglia e dice qualcosa di vero, si mettono subito contro di lui/lei con il procedimento disciplinare... non è giusto! La donna che ha parlato di questi problemi, come si spiega? Non era la sua responsabilità dichiarare le criticità del sistema sanitario? E se la fa, è una colpa o un atto di responsabilità? Mi sembra proprio sbagliata questa procedura. Invece di mettersi contro i lavoratori, dovrebbero cercare di risolvere i problemi che stanno davanti a loro 🤔.
 
Mi sembra proprio strano, no? Questo procedimento disciplinare, sembra che l'azienda stia cercando di silenziare qualcuno che sta parlando dei problemi del sistema sanitario. E poi, se la donna dice che c'è un problema con le apparecchiature vetuste... non è forse meglio dire la verità? 🤔 Ma no, l'azienda lo fa in modo da sembrare un po' troppo interessato a fare brutta figura alla donna. E poi, ci sono anche queste associazioni che vanno ad difenderla... ma il fatto che sia una dipendente dell'Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino, mi fa pensare che c'è qualcosa di più in gioco qui, no? È come se l'azienda stesse cercando di fare qualcosa di male alla donna, per non dire il vero. Sono sempre un po' preoccupato di questi casi... 🙅‍♂️
 
Eh proprio una bella cosa... se vuoi parlare di te stessa, di un problema che ti riguarda direttamente e di qualcosa che potrebbe cambiare la vita di molte persone, allora va bene! Ma se vuoi fare anche un po' di critica, è subito la fine. L'azienda sanitaria deve essere più trasparente e aperta con i suoi dipendenti... forse sarebbe meglio parlare di questi problemi direttamente in pubblico, invece di seguire questo procedimento per intimidire una donna che ha solo cercato di far sentire la sua voce. E se non è così, allora va bene così come sta andando... ma io penso che dovrebbe essere altrimenti! 😐
 
Sembra proprio che l'Azienda sanitaria stia cercando di silenziare chi parla bene della realtà 🤔. Questo procedimento disciplinare non è altro che un esempio di come la burocrazia possa prendere il sopravvento sulla verità 💼. Una donna che si era spinta a parlare dei problemi del sistema sanitario locale, senza voler farsi identificare, viene accusata e messa sotto pressione 🤯. È un esempio di come i lavoratori possano essere intimidati per non parlare della realtà 🚫. La colpa è della mancanza di coraggio degli amministratori che dovrebbero dare voce alla realtà e non cercare di silenziarla 😔.
 
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