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Il futuro del lavoro è un'incognita, una sfida globale che potrebbe travolgere il mondo del lavoro con l'intelligenza artificiale. Come ha detto Jensen Huang, ceo di Nvidia, la rivoluzione tecnologica porterà "jobs, jobs, jobs" in settori come l'energia e l'industria dei chip, ma anche potrebbe eliminare posti di lavoro tradizionali.
Il Forum economico mondiale a Davos ha lanciato un'iniziativa per preparare un miliardo di persone all'economia di domani con la "Reskilling Revolution". Il presidente del Wef, Saadia Zahidi, sostiene che il futuro del lavoro non è pre-determinato e dipenderà dalle opportunità di formazione e dal sostegno offerto alla transizione.
Tuttavia, Kristalina Georgieva, direttrice generale del Fondo monetario internazionale, previde "un tsunami sul mercato del lavoro" con il 60% dei posti di lavoro influenzati dall'intelligenza artificiale entro cinque anni. Questo significa che i compiti eliminati dall'Ia coincideranno spesso con quelli tipici dei lavori entry-level, rendendo più difficile l'ingresso al mercato del lavoro per i giovani.
Christy Hoffmann, segretario generale della federazione sindacale Uni Global Union, ritiene che l'intelligenza artificiale viene utilizzata come scusa per licenziare e che potrebbe influenzare la struttura del tessuto produttivo a favore delle grandi corporation.
Mattia Prince, ceo di Cloudflare, prevede che l'Ia diventerà così dominante da travolgere le piccole imprese con gli acquisti dei consumatori affidati ad agenti autonomi.
La rivoluzione Ia potrebbe anche cambiare la cultura del lavoro. Alex Karp, co-fondatore e ceo di Palantir, sostiene che i mestieri da diploma professionale avranno più valore e che la rivoluzione Ia "metterà a nudo il vero valore di mercato" di ciò che produce un lavoratore.
In sintesi, il futuro del lavoro è incerto e potrebbe essere influenzato dalla tecnologia. È fondamentale preparare le persone per l'economia di domani con la formazione e lo sostenimento della transizione.
Il Forum economico mondiale a Davos ha lanciato un'iniziativa per preparare un miliardo di persone all'economia di domani con la "Reskilling Revolution". Il presidente del Wef, Saadia Zahidi, sostiene che il futuro del lavoro non è pre-determinato e dipenderà dalle opportunità di formazione e dal sostegno offerto alla transizione.
Tuttavia, Kristalina Georgieva, direttrice generale del Fondo monetario internazionale, previde "un tsunami sul mercato del lavoro" con il 60% dei posti di lavoro influenzati dall'intelligenza artificiale entro cinque anni. Questo significa che i compiti eliminati dall'Ia coincideranno spesso con quelli tipici dei lavori entry-level, rendendo più difficile l'ingresso al mercato del lavoro per i giovani.
Christy Hoffmann, segretario generale della federazione sindacale Uni Global Union, ritiene che l'intelligenza artificiale viene utilizzata come scusa per licenziare e che potrebbe influenzare la struttura del tessuto produttivo a favore delle grandi corporation.
Mattia Prince, ceo di Cloudflare, prevede che l'Ia diventerà così dominante da travolgere le piccole imprese con gli acquisti dei consumatori affidati ad agenti autonomi.
La rivoluzione Ia potrebbe anche cambiare la cultura del lavoro. Alex Karp, co-fondatore e ceo di Palantir, sostiene che i mestieri da diploma professionale avranno più valore e che la rivoluzione Ia "metterà a nudo il vero valore di mercato" di ciò che produce un lavoratore.
In sintesi, il futuro del lavoro è incerto e potrebbe essere influenzato dalla tecnologia. È fondamentale preparare le persone per l'economia di domani con la formazione e lo sostenimento della transizione.