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La frana di Niscemi, una delle più grandi e complesse del mondo. La sua estensione di cinque chilometri è alimentata da un meccanismo composito che agisce in modo diverso nel sottosuolo e in superficie, provocando una rottura nell'argilla. Questo fenomeno è lo stesso che ha generato le frane dei 1790 e del 1997.
Il destino delle case di Niscemi e dei suoi abitanti è legato all'estremità superiore della scarpata, sulla quale poggiano gli edifici più esterni. La scarpata ha condizioni di instabilità locale e è in evoluzione continua, con crolli e meccanismi che si formano localmente. Il movimento franoso è particolarmente grande in termini di volumi, causando un impatto diretto sulle strutture sovrastanti.
I satelliti sono i soli strumenti in grado di rilevare l'andamento della frana di Niscemi. Le immagini fornite dai satelliti Cosmo-SkyMed e Saocom aiutano a monitorare le variazioni del terreno, ottenere mappe della deformazione del suolo e raccogliere dati utili alla valutazione dei danni.
Il contributo dei satelliti per l'osservazione della Terra è stato attivato dall'Asi su richiesta della Protezione civile. Le immagini sono state raccolte grazie al piano di acquisizione sistematica previsto per Cosmo-SkyMed e chiamato MapItaly, che prevede un tempo di ritorno ogni 16 giorni. Questo piano consente di documentare l'abbassamento del suolo e le variazioni millimetriche avvenute nel tempo.
Il ruolo dei satelliti italiani Cosmo-SkyMed è fondamentale per la valutazione della frana di Niscemi. Gli strumenti utilizzati dai geologi, come gli inclinometri e i piezometri, non sono stati utilizzati dal 2007 e potrebbero aver fornito informazioni preziose sulla stabilità del suolo.
La Protezione civile ha richiesto l'attivazione dei satelliti per monitorare le variazioni del terreno. Il centro di competenza per le analisi è stato individuato all'Università di Firenze, che sarà responsabile di decidere le analisi da fare e di valutare i dati forniti dai satelliti.
La frana di Niscemi è un esempio della necessità di utilizzare i satelliti per monitorare le variazioni del terreno e prevenire gli infortunii. La cultura dell'emergenza in Italia è importante, ma non quella della prevenzione. È fondamentale investire in tecnologie avanzate come i satelliti per proteggere la popolazione e le infrastrutture.
Il destino delle case di Niscemi e dei suoi abitanti è legato all'estremità superiore della scarpata, sulla quale poggiano gli edifici più esterni. La scarpata ha condizioni di instabilità locale e è in evoluzione continua, con crolli e meccanismi che si formano localmente. Il movimento franoso è particolarmente grande in termini di volumi, causando un impatto diretto sulle strutture sovrastanti.
I satelliti sono i soli strumenti in grado di rilevare l'andamento della frana di Niscemi. Le immagini fornite dai satelliti Cosmo-SkyMed e Saocom aiutano a monitorare le variazioni del terreno, ottenere mappe della deformazione del suolo e raccogliere dati utili alla valutazione dei danni.
Il contributo dei satelliti per l'osservazione della Terra è stato attivato dall'Asi su richiesta della Protezione civile. Le immagini sono state raccolte grazie al piano di acquisizione sistematica previsto per Cosmo-SkyMed e chiamato MapItaly, che prevede un tempo di ritorno ogni 16 giorni. Questo piano consente di documentare l'abbassamento del suolo e le variazioni millimetriche avvenute nel tempo.
Il ruolo dei satelliti italiani Cosmo-SkyMed è fondamentale per la valutazione della frana di Niscemi. Gli strumenti utilizzati dai geologi, come gli inclinometri e i piezometri, non sono stati utilizzati dal 2007 e potrebbero aver fornito informazioni preziose sulla stabilità del suolo.
La Protezione civile ha richiesto l'attivazione dei satelliti per monitorare le variazioni del terreno. Il centro di competenza per le analisi è stato individuato all'Università di Firenze, che sarà responsabile di decidere le analisi da fare e di valutare i dati forniti dai satelliti.
La frana di Niscemi è un esempio della necessità di utilizzare i satelliti per monitorare le variazioni del terreno e prevenire gli infortunii. La cultura dell'emergenza in Italia è importante, ma non quella della prevenzione. È fondamentale investire in tecnologie avanzate come i satelliti per proteggere la popolazione e le infrastrutture.