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In Piemonte, più di cinque settimane sono trascorse e le pressioni sulle imprese artigiane continuano a montare. Queste ultime affrontano quotidianamente la concorrenza sleale di chi non paga le tasse, non rispetta le norme e non garantisce sicurezza. Sono oltre 57 mila imprese che lavorano in questi condizioni disumane.
L'esercito dei muratori è il più grande, con più di 17 mila aziende che si trovano sotto pressione per concorrenza sleale. La seconda posizione spetta alle acconciatrici e agli estetici, con 10 mila imprese che affrontano queste difficoltà.
In Piemonte, i più colpiti sono quelli del settore manutenzione e riparazione autoveicoli. Ma anche in questo campo, si tratta di un esercito di imprese che lavorano senza garanzie e senza alcuna tracciabilità.
Il rapporto di Confartigianato Imprese che ha stimato il valore dell'economia sommersa in Italia a 217,5 miliardi di euro, una percentuale del Pil del 10,2%. "La concorrenza sleale non è solo un problema economico, ma anche di salute e sicurezza" spiega Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte. "Per questo servono azioni concrete e coordinate, controlli mirati e strumenti rapidi di segnalazione".
In Torino, c'è un esercito di 30 mila imprese artigiane che lavorano in condizioni disumane. Seguono Cuneo con 8 mila imprese, Alessandria con 4 mila e Novara con 3 mila.
Il problema è tanto più grave se consideriamo che i cittadini sono esposti a lavori non sicuri senza garanzie e senza alcuna tracciabilità. "È una distorsione sistemica che soffoca chi lavora onestamente" spiega Felici.
In sintesi, l'esercito dei 57 mila abusivi in Piemonte è un problema grave che richiede soluzioni concrete e rapide.
L'esercito dei muratori è il più grande, con più di 17 mila aziende che si trovano sotto pressione per concorrenza sleale. La seconda posizione spetta alle acconciatrici e agli estetici, con 10 mila imprese che affrontano queste difficoltà.
In Piemonte, i più colpiti sono quelli del settore manutenzione e riparazione autoveicoli. Ma anche in questo campo, si tratta di un esercito di imprese che lavorano senza garanzie e senza alcuna tracciabilità.
Il rapporto di Confartigianato Imprese che ha stimato il valore dell'economia sommersa in Italia a 217,5 miliardi di euro, una percentuale del Pil del 10,2%. "La concorrenza sleale non è solo un problema economico, ma anche di salute e sicurezza" spiega Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte. "Per questo servono azioni concrete e coordinate, controlli mirati e strumenti rapidi di segnalazione".
In Torino, c'è un esercito di 30 mila imprese artigiane che lavorano in condizioni disumane. Seguono Cuneo con 8 mila imprese, Alessandria con 4 mila e Novara con 3 mila.
Il problema è tanto più grave se consideriamo che i cittadini sono esposti a lavori non sicuri senza garanzie e senza alcuna tracciabilità. "È una distorsione sistemica che soffoca chi lavora onestamente" spiega Felici.
In sintesi, l'esercito dei 57 mila abusivi in Piemonte è un problema grave che richiede soluzioni concrete e rapide.