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Filippo Lippi, il maestro carmelitano di Firenze che dipinse la Madonna col Bambino e i quattro Dottori della Chiesa.
La Pinacoteca Albertina di Torino ospita tre dipinti del grande pittore carmelitano: le due tavole dei santi Agostino e Ambrogio da un lato e Gregorio e Girolamo dall'altro, che formano il cosiddetto trittico.
Il trittico è composto da due tavole separate che si incontrano nel centro con una tavola centrale. I dipinti sono stati eseguiti alla fine del Quattrocento. Lavorati a tempera su tavola intorno al 1440, hanno uno stile caratteristico e rappresentano un punto di congiunzione tra la solida struttura masaccesca e quella grazia botticelliana.
La Pinacoteca Albertina di Torino ospita una collezione di opere del Quattrocento fino al Settecento, proveniente dal lascito dell'arcivescovo Vincenzo Maria Giuseppe Mossi di Morano. Tra le sue opere spicca un vero e proprio capolavoro quattrocentesco: le due tavole dei santi Agostino e Ambrogio.
La critica ha riconosciuto nelle due tavole i pannelli laterali del Trittico della Madonna col Bambino e i quattro Dottori della Chiesa, oggi smembrato. La tavola centrale, dopo numerose traversie sul mercato antiquario, entrò nel 1928 nella collezione privata di Jules S. Bache che la donò al Metropolitan Museum of Art di New York dove è tuttora custodita.
Filippo Lippi incontrò Lucrezia Buti una giovane novizia costretta a prendere i voti insieme alla sorella Spinetta, a causa delle difficoltà economiche della famiglia. Si innamorò e organizzò un finto rapimento proprio durante le celebrazioni della Sacra Cintola, portandola a vivere nella sua abitazione insieme alla sorella.
La mostra "Filippo Lippi. Un trittico ricongiunto" allestita nella Pinacoteca Albertina di Torino fu fortemente voluta dalla direzione dell'Accademia e sostenuta dalla Soprintendenza del Piemonte e da una Compagnia di San Paolo, propone un confronto nodale per gli studiosi internazionali.
La Pinacoteca Albertina di Torino ospita tre dipinti del grande pittore carmelitano: le due tavole dei santi Agostino e Ambrogio da un lato e Gregorio e Girolamo dall'altro, che formano il cosiddetto trittico.
Il trittico è composto da due tavole separate che si incontrano nel centro con una tavola centrale. I dipinti sono stati eseguiti alla fine del Quattrocento. Lavorati a tempera su tavola intorno al 1440, hanno uno stile caratteristico e rappresentano un punto di congiunzione tra la solida struttura masaccesca e quella grazia botticelliana.
La Pinacoteca Albertina di Torino ospita una collezione di opere del Quattrocento fino al Settecento, proveniente dal lascito dell'arcivescovo Vincenzo Maria Giuseppe Mossi di Morano. Tra le sue opere spicca un vero e proprio capolavoro quattrocentesco: le due tavole dei santi Agostino e Ambrogio.
La critica ha riconosciuto nelle due tavole i pannelli laterali del Trittico della Madonna col Bambino e i quattro Dottori della Chiesa, oggi smembrato. La tavola centrale, dopo numerose traversie sul mercato antiquario, entrò nel 1928 nella collezione privata di Jules S. Bache che la donò al Metropolitan Museum of Art di New York dove è tuttora custodita.
Filippo Lippi incontrò Lucrezia Buti una giovane novizia costretta a prendere i voti insieme alla sorella Spinetta, a causa delle difficoltà economiche della famiglia. Si innamorò e organizzò un finto rapimento proprio durante le celebrazioni della Sacra Cintola, portandola a vivere nella sua abitazione insieme alla sorella.
La mostra "Filippo Lippi. Un trittico ricongiunto" allestita nella Pinacoteca Albertina di Torino fu fortemente voluta dalla direzione dell'Accademia e sostenuta dalla Soprintendenza del Piemonte e da una Compagnia di San Paolo, propone un confronto nodale per gli studiosi internazionali.