VoceDiBari
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In un anno la percentuale di omicidi commessi da minorenni in Italia raddoppia. Un fenomeno che lascia i genitori e le istituzioni a bocca aperta. La Spagna, il Piemonte, la Sicilia: sono solo alcuni dei luoghi dove questi tragici eventi hanno avuto luogo.
"I ragazzi di oggi hanno una ricerca di identità disperata", sottolinea lo psicologo Luca D'Antonio, esperto di giovani. "In questo contesto di grande incertezza, molti minorenni si sentono abbandonati e isolati. Sono alle prese con una realtà mediatica che li dipinge come protagonisti di storie di violenza e debolezza".
Secondo alcuni esperti, il carcere non è la soluzione al problema della delinquenza giovanile. "È un po' troppo ovvio pensare solo all'aumento delle misure penali", dice Giulia Bortolami, vicepresidente dell'Azienda Sanitaria Unita di Milano. "I ragazzi devono avere una rete di supporto adeguata: famiglia, scuola e servizi sociali".
La crisi che colpisce i giovani è un po' quella delle generazioni precedenti, ma con nuovi caratteristiche. "Questi minorenni hanno vissuto la pandemia e non vedono segnali di futuro", spiega Vincenzo Scalia, professore di sociologia della devianza all'Università di Firenze. "La loro realtà è quella della disconnessione e della solitudine".
In ogni caso, il sentimento diffuso tra i genitori e le istituzioni è quello di inquietudine. Non sapere come affrontare una crisi che sembra senza fine, con giovani sempre più esposti alla violenza e al crimine.
"I ragazzi di oggi hanno una ricerca di identità disperata", sottolinea lo psicologo Luca D'Antonio, esperto di giovani. "In questo contesto di grande incertezza, molti minorenni si sentono abbandonati e isolati. Sono alle prese con una realtà mediatica che li dipinge come protagonisti di storie di violenza e debolezza".
Secondo alcuni esperti, il carcere non è la soluzione al problema della delinquenza giovanile. "È un po' troppo ovvio pensare solo all'aumento delle misure penali", dice Giulia Bortolami, vicepresidente dell'Azienda Sanitaria Unita di Milano. "I ragazzi devono avere una rete di supporto adeguata: famiglia, scuola e servizi sociali".
La crisi che colpisce i giovani è un po' quella delle generazioni precedenti, ma con nuovi caratteristiche. "Questi minorenni hanno vissuto la pandemia e non vedono segnali di futuro", spiega Vincenzo Scalia, professore di sociologia della devianza all'Università di Firenze. "La loro realtà è quella della disconnessione e della solitudine".
In ogni caso, il sentimento diffuso tra i genitori e le istituzioni è quello di inquietudine. Non sapere come affrontare una crisi che sembra senza fine, con giovani sempre più esposti alla violenza e al crimine.