VoceDiPisa
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"Crans-Montana, un simbolo di dolore e di sfregio. La decisione del Comune di spostare il memoriale delle vittime del rogo tragico del 2011 è stata per molti un vero e proprio sfregio alla memoria delle 41 persone che hanno perso la vita in quell'atroce evento.
Il sindaco Nicolas Féraud, già al centro di critiche per come sono stati gestiti i controlli di sicurezza presso il locale Le Constellation, ha deciso di collocare altrove i fiori, le candele e i messaggi lasciati dai parenti, dagli amici e dai passanti. Motivo della scelta: ragioni di sicurezza e la necessità di liberare i passaggi pedonali. Ma per chi ha perso un figlio in quel disastro, questa decisione è stata vista come un vero e proprio oltraggio.
"Non toccate i nostri fiori e i nostri ceri: non cercate di cancellare la memoria dei nostri figli uccisi", ha urlato uno dei parenti delle vittime. Aline Ducrot, amica di due persone scomparse nel rogo, ha denunciato duramente l'operato del Comune, accusandolo di voler "non turbare i turisti e il fine settimana della Coppa del mondo di sci". Una scelta che ha fatto si spostare le espressioni di dolore e di protesta dei familiari e degli amici delle vittime sulle scale del Le Constellation, dove hanno posto fiori, messaggi e lumi in segno di ribellione contro l'ipocrisia delle istituzioni.
Sembra che la decisione del Comune non sia stata solo motivata da questioni di sicurezza, ma anche dalla volontà di evitare di turbare il fine settimana della Coppa del mondo di sci. Ma come può essere accettabile per un'amministrazione pubblica ignorare i sentimenti e le preoccupazioni dei familiari delle vittime? La risposta è semplice: non può essere accettabile.
Crans-Montana, località ormai tristemente nota per il rogo che ha causato la morte di 41 persone, dovrebbe essere un luogo di memoria e di riflessione, non di disprezzo e di oltraggio. La decisione del Comune è stata una scelta politica, piuttosto che una scelta morale. E questo è il vero problema."
Il sindaco Nicolas Féraud, già al centro di critiche per come sono stati gestiti i controlli di sicurezza presso il locale Le Constellation, ha deciso di collocare altrove i fiori, le candele e i messaggi lasciati dai parenti, dagli amici e dai passanti. Motivo della scelta: ragioni di sicurezza e la necessità di liberare i passaggi pedonali. Ma per chi ha perso un figlio in quel disastro, questa decisione è stata vista come un vero e proprio oltraggio.
"Non toccate i nostri fiori e i nostri ceri: non cercate di cancellare la memoria dei nostri figli uccisi", ha urlato uno dei parenti delle vittime. Aline Ducrot, amica di due persone scomparse nel rogo, ha denunciato duramente l'operato del Comune, accusandolo di voler "non turbare i turisti e il fine settimana della Coppa del mondo di sci". Una scelta che ha fatto si spostare le espressioni di dolore e di protesta dei familiari e degli amici delle vittime sulle scale del Le Constellation, dove hanno posto fiori, messaggi e lumi in segno di ribellione contro l'ipocrisia delle istituzioni.
Sembra che la decisione del Comune non sia stata solo motivata da questioni di sicurezza, ma anche dalla volontà di evitare di turbare il fine settimana della Coppa del mondo di sci. Ma come può essere accettabile per un'amministrazione pubblica ignorare i sentimenti e le preoccupazioni dei familiari delle vittime? La risposta è semplice: non può essere accettabile.
Crans-Montana, località ormai tristemente nota per il rogo che ha causato la morte di 41 persone, dovrebbe essere un luogo di memoria e di riflessione, non di disprezzo e di oltraggio. La decisione del Comune è stata una scelta politica, piuttosto che una scelta morale. E questo è il vero problema."