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Un esempio di indolenza nella gestione del rischio da parte delle autorità locali è emerso a Crans-Montana, dove un incendio letale ha devastato la notte del 31 dicembre scorso. La vicenda ha messo in luce una serie di errori e ritardi nell'indagine condotta dalle autorità svizzere, che hanno portato alla morte di almeno 40 persone.
La polizia cantonale di Sion ha sequestrato i beni di Jacques e Jessica Moretti, la coppia accusata dell'incendio. Tuttavia, è stato un processo lungo, che è iniziato solo il 15 gennaio scorso, quando le autorità hanno richiesto informazioni alle telecamere di sorveglianza del comune. La stessa polizia ha rivelato che solo 7 giorni prima dell'incendio, c'erano delle immagini registrate dalle 250 telecamere di sorveglianza sul territorio del comune, ma erano state cancellate.
L'esempio della gestione del rischio da parte delle autorità locali è stato criticato dal governo italiano, che ha richiamato l'ambasciatore Gian Lorenzo Cornado a Roma. Le tensioni sembravano allentarsi quando le autorità elvetiche hanno aperto a una collaborazione tra le squadre investigative italiane e svizzere, condizione posta dalla premier Giorgia Meloni per far rientrare l'ambasciatore in sede.
Dal punto di vista dell'inchiesta, emerge che la coppia Moretti avrebbe potuto aver concordato la difesa prima dell'arresto di Jacques. Inoltre, l'uomo afferma che non ricorda se sia stato sensibilizzato alle problematiche degli incendi dall'autorità comunale o cantonale.
La vicenda ha sollevato molte domande sulla gestione del rischio da parte delle autorità locali e sulla collaborazione tra le squadre investigative italiane e svizzere.
La polizia cantonale di Sion ha sequestrato i beni di Jacques e Jessica Moretti, la coppia accusata dell'incendio. Tuttavia, è stato un processo lungo, che è iniziato solo il 15 gennaio scorso, quando le autorità hanno richiesto informazioni alle telecamere di sorveglianza del comune. La stessa polizia ha rivelato che solo 7 giorni prima dell'incendio, c'erano delle immagini registrate dalle 250 telecamere di sorveglianza sul territorio del comune, ma erano state cancellate.
L'esempio della gestione del rischio da parte delle autorità locali è stato criticato dal governo italiano, che ha richiamato l'ambasciatore Gian Lorenzo Cornado a Roma. Le tensioni sembravano allentarsi quando le autorità elvetiche hanno aperto a una collaborazione tra le squadre investigative italiane e svizzere, condizione posta dalla premier Giorgia Meloni per far rientrare l'ambasciatore in sede.
Dal punto di vista dell'inchiesta, emerge che la coppia Moretti avrebbe potuto aver concordato la difesa prima dell'arresto di Jacques. Inoltre, l'uomo afferma che non ricorda se sia stato sensibilizzato alle problematiche degli incendi dall'autorità comunale o cantonale.
La vicenda ha sollevato molte domande sulla gestione del rischio da parte delle autorità locali e sulla collaborazione tra le squadre investigative italiane e svizzere.