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L'Italia si trova a dover affrontare una vera e propria carestia di farmaci, e il caso del Nexobrid è uno dei più clamorosi. Questo farmaco, che aiuta a trattare le ustioni, è stato autorizzato dall'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) a essere importato dalle strutture sanitarie italiane solo nel novembre 2025, dopo essere stato pubblicamente elencato come uno dei medicinali carenti del nostro paese.
Il Nexobrid è prodotto dall'azienda Mediwound israeliana e viene commercializzato in Italia da Mediwound Germany. È un farmaco composto dalla bromelina, una sostanza derivata dal gambo dell'ananas, che aiuta a sciogliere le proteine danneggiate dalle ustioni. Ma perché allora questo farmaco non è stato disponibile nel nostro paese? E perché solo ora l'Aifa ha autorizzato il suo importo?
La risposta si trova nell'elenco dei farmaci carenti pubblicato dall'Aifa, che conta circa 3.000 sostanze, di cui il Nexobrid è uno dei più gravidi di problemi produttivi e commercializzativi. Il dosaggio di 2 grammi, ad esempio, è stato "cessato definitivamente" dal mercato italiano, mentre il dosaggio di 5 grammi è segnalato come essere "problema produttivo".
Ma cosa significa per i pazienti che soffrono delle ustioni? Come può la nostra sanità pubblica garantire una cura adeguata senza avere accesso a questo farmaco fondamentale?
Secondo gli esperti, esistono alternative sia chirurgiche che farmacologiche. La chirurgia, ad esempio, permette di rimuovere l'escara dalle ustioni in tempi più lunghi rispetto al Nexobrid, ma può richiedere l'anestesia. Esistono anche altri farmaci alternativi, basati su enzimi proteolitici diversi dalla bromelina, come la collagenasi.
La situazione è quindi una delle più critiche che la sanità italiana abbia mai affrontato. È tempo di agire e di trovare soluzioni per garantire che i pazienti possano avere accesso ai farmaci necessari per trattare le loro condizioni.
Il Nexobrid è prodotto dall'azienda Mediwound israeliana e viene commercializzato in Italia da Mediwound Germany. È un farmaco composto dalla bromelina, una sostanza derivata dal gambo dell'ananas, che aiuta a sciogliere le proteine danneggiate dalle ustioni. Ma perché allora questo farmaco non è stato disponibile nel nostro paese? E perché solo ora l'Aifa ha autorizzato il suo importo?
La risposta si trova nell'elenco dei farmaci carenti pubblicato dall'Aifa, che conta circa 3.000 sostanze, di cui il Nexobrid è uno dei più gravidi di problemi produttivi e commercializzativi. Il dosaggio di 2 grammi, ad esempio, è stato "cessato definitivamente" dal mercato italiano, mentre il dosaggio di 5 grammi è segnalato come essere "problema produttivo".
Ma cosa significa per i pazienti che soffrono delle ustioni? Come può la nostra sanità pubblica garantire una cura adeguata senza avere accesso a questo farmaco fondamentale?
Secondo gli esperti, esistono alternative sia chirurgiche che farmacologiche. La chirurgia, ad esempio, permette di rimuovere l'escara dalle ustioni in tempi più lunghi rispetto al Nexobrid, ma può richiedere l'anestesia. Esistono anche altri farmaci alternativi, basati su enzimi proteolitici diversi dalla bromelina, come la collagenasi.
La situazione è quindi una delle più critiche che la sanità italiana abbia mai affrontato. È tempo di agire e di trovare soluzioni per garantire che i pazienti possano avere accesso ai farmaci necessari per trattare le loro condizioni.