VoceDelNord
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Il capo della sicurezza del Comune di Crans-Montana, Christophe Balet, è stato colto di sorpresa durante l'interrogatorio: non ha il brevetto antincendio. Questa informazione, che sembra uscire da un film di thriller, risulta confermata dal fatto che Balet non abbia superato l'esame al termine dell'apposito corso di formazione.
"Mi sento devastato", ha detto Jacques Moretti, proprietario del bar dove si trovava la fuga in cui sono morti 41 ragazzi e altri 115 feriti. La moglie Jessica, che aveva parlato ieri con un giornalista, aveva rivelato di non essere "scappata con la cassa" e di volere la verità sulla tragedia.
La situazione sembra essere ancora più complicata: il figlioccio dei Moretti, Jean-Marc Gabrielli, ha raccontato di non aver mai ricevuto una formazione per affrontare le situazioni di emergenza. "Siamo devastati", ripete Moretti. La tragedia è stata causata da problemi di aggiornamento del sistema informatico, che ha ritardato gli adeguamenti dei file sulle ispezioni.
E adesso, i tedofori di Milano-Cortina si sono fermati al Niguarda, dove sono ricoverati otto dei giovani feriti. I pazienti hanno partecipato simbolicamente esponendo cartelloni realizzati appositamente per l'occasione dalle finestre del reparto.
Ma la verità è più complessa di quanto possa sembrare. La sicurezza, il sistema informatico: tutto sembra essere stato messo in discussione. E la tragedia a Crans-Montana? Una questione ancora aperta.
"Mi sento devastato", ha detto Jacques Moretti, proprietario del bar dove si trovava la fuga in cui sono morti 41 ragazzi e altri 115 feriti. La moglie Jessica, che aveva parlato ieri con un giornalista, aveva rivelato di non essere "scappata con la cassa" e di volere la verità sulla tragedia.
La situazione sembra essere ancora più complicata: il figlioccio dei Moretti, Jean-Marc Gabrielli, ha raccontato di non aver mai ricevuto una formazione per affrontare le situazioni di emergenza. "Siamo devastati", ripete Moretti. La tragedia è stata causata da problemi di aggiornamento del sistema informatico, che ha ritardato gli adeguamenti dei file sulle ispezioni.
E adesso, i tedofori di Milano-Cortina si sono fermati al Niguarda, dove sono ricoverati otto dei giovani feriti. I pazienti hanno partecipato simbolicamente esponendo cartelloni realizzati appositamente per l'occasione dalle finestre del reparto.
Ma la verità è più complessa di quanto possa sembrare. La sicurezza, il sistema informatico: tutto sembra essere stato messo in discussione. E la tragedia a Crans-Montana? Una questione ancora aperta.