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Lo sbarco di Trump a Davos. La chiesa vacante: la globalizzazione ritorna al centro della scena economica. Il presidente degli Stati Uniti, insieme alla sua delegazione, è arrivato a Davos in Svizzera per il World Economic Forum, un evento che richiede ai partecipanti di rispondere al più grande dilemma economico del mondo: la globalizzazione.
In questa edizione del forum, con Trump come ospite d'onore, l'America sembra riprendere il ruolo di protagonista nella scena economica globale. L'amministratore delegato di Blackrock, Larry Fink, che gestisce e investe fondi per 14 miliardi di dollari, una cifra quasi pari al prodotto interno lordo dell'area euro, è l'uomo chiave del programma della delegazione americana.
La chiesa sconsacrata a Davos diventa il luogo dove si svolgono i colloqui paralleli e le conferenze. E Trump non è qui solo: porta con sé una lunga lista di nomi illustri, tra cui Scott Bessent, Marco Rubio, Howard Lutnick, Steve Witkoff e Jared Kushner.
La questione che si affaccia è quella della Groenlandia. Il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz hanno espresso la loro opposizione a qualsiasi tentativo di conquista americana. Ma Trump non sembra avere un'opinione chiara in materia.
Invece, l'attenzione è focalizzata sulla Danimarca. Un esempio che lo stesso amministratore delegato del Forum, Larry Fink, ha utilizzato per dimostrare la necessità di dialogo e cooperazione tra le nazioni.
E poi c'è il tema dell'intelligenza artificiale, delle criptovalute e dei semiconduttori. La questione è se Trump sia in grado di gestirle al meglio.
In questa edizione del forum, con Trump come ospite d'onore, l'America sembra riprendere il ruolo di protagonista nella scena economica globale. L'amministratore delegato di Blackrock, Larry Fink, che gestisce e investe fondi per 14 miliardi di dollari, una cifra quasi pari al prodotto interno lordo dell'area euro, è l'uomo chiave del programma della delegazione americana.
La chiesa sconsacrata a Davos diventa il luogo dove si svolgono i colloqui paralleli e le conferenze. E Trump non è qui solo: porta con sé una lunga lista di nomi illustri, tra cui Scott Bessent, Marco Rubio, Howard Lutnick, Steve Witkoff e Jared Kushner.
La questione che si affaccia è quella della Groenlandia. Il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz hanno espresso la loro opposizione a qualsiasi tentativo di conquista americana. Ma Trump non sembra avere un'opinione chiara in materia.
Invece, l'attenzione è focalizzata sulla Danimarca. Un esempio che lo stesso amministratore delegato del Forum, Larry Fink, ha utilizzato per dimostrare la necessità di dialogo e cooperazione tra le nazioni.
E poi c'è il tema dell'intelligenza artificiale, delle criptovalute e dei semiconduttori. La questione è se Trump sia in grado di gestirle al meglio.