La malattia inventata per nascondere i prigionieri ebrei: una storia d'eroismo e di inganno.
In un periodo di grande violenza e paura, come era il 1943, l'Italia stava vivendo la seconda guerra mondiale. La situazione era estremamente tesa e i rastrellamenti nazisti erano ormai diventati una realtà quotidiana per gli ebrei romani e polacchi. Era in questo contesto che un medico del Fatebenefratelli, Giovanni Borromeo, decise di inventare una malattia per nascondere i prigionieri ebrei.
La "malattia" era chiamata Morbo K, un nome che rimanda agli ufficiali nazisti Kesselring e Kappler, che erano considerati l'emblema del male nazista. In realtà, il Morbo K era solo una invenzione di Borromeo per spiegare perché i soldati tedeschi non controllavano i nomi dei pazienti, temendo di doversi avvicinare a loro a causa del contagio.
Giovanni Borromeo, considerato oggi lo Schindler italiano, aveva la complicità dei suoi colleghi per creare un reparto dell'ospedale romano dedicato ai malati di Morbo K. I pazienti, che erano in realtà ebrei romani e polacchi, rimanevano ricoverati finché non arrivavano i documenti falsi necessari per fuggire alla deportazione.
L'invenzione del Morbo K fu un gesto di eroismo e di umanità, che permise di salvare vite umane contro la "soluzione finale" nazista. La storia di Borromeo è un esempio di come l'ingegno e la determinazione possano aiutare a superare le difficoltà più grandi.
Il memoriale Yad Vashem ha riconosciuto Giovanni Borromeo come Giusto tra le Nazioni, onorando la sua eroicità e umanità. La storia del Morbo K è un ricordo importante di una pagina della storia italiana che non devono essere dimenticate: la lotta per la sopravvivenza e il rispetto per l'umanità in tempo di guerra.
In un periodo di grande violenza e paura, come era il 1943, l'Italia stava vivendo la seconda guerra mondiale. La situazione era estremamente tesa e i rastrellamenti nazisti erano ormai diventati una realtà quotidiana per gli ebrei romani e polacchi. Era in questo contesto che un medico del Fatebenefratelli, Giovanni Borromeo, decise di inventare una malattia per nascondere i prigionieri ebrei.
La "malattia" era chiamata Morbo K, un nome che rimanda agli ufficiali nazisti Kesselring e Kappler, che erano considerati l'emblema del male nazista. In realtà, il Morbo K era solo una invenzione di Borromeo per spiegare perché i soldati tedeschi non controllavano i nomi dei pazienti, temendo di doversi avvicinare a loro a causa del contagio.
Giovanni Borromeo, considerato oggi lo Schindler italiano, aveva la complicità dei suoi colleghi per creare un reparto dell'ospedale romano dedicato ai malati di Morbo K. I pazienti, che erano in realtà ebrei romani e polacchi, rimanevano ricoverati finché non arrivavano i documenti falsi necessari per fuggire alla deportazione.
L'invenzione del Morbo K fu un gesto di eroismo e di umanità, che permise di salvare vite umane contro la "soluzione finale" nazista. La storia di Borromeo è un esempio di come l'ingegno e la determinazione possano aiutare a superare le difficoltà più grandi.
Il memoriale Yad Vashem ha riconosciuto Giovanni Borromeo come Giusto tra le Nazioni, onorando la sua eroicità e umanità. La storia del Morbo K è un ricordo importante di una pagina della storia italiana che non devono essere dimenticate: la lotta per la sopravvivenza e il rispetto per l'umanità in tempo di guerra.