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L'Italia si avvicina al costo più elevato della storia militare: il programma per i caccia di sesta generazione, destinato a raggiungere un valore di 18,6 miliardi di euro. Un aumento significativo rispetto alle previsioni del 2021 e che ha sollevato le polemiche anche tra i partiti di opposizione.
Il programma, inizialmente progettato con un budget di 6 miliardi, ha subito un aumentò dei costi a causa della rapida evoluzione dell'intelligenza artificiale e dell'aumento dei costi dei minerali critici. Le spese sono state triplicate rispetto alla previsione del Parlamento solo quattro anni fa.
I parlamentari Cinque Stelle hanno denunciato che il programma è stato approvato nel buio delle commissioni senza un dibattito pubblico e che i fondi saranno destinati a gravare su più generazioni. L'Alleanza Verdi e Sinistra ha anche chiesto uno stop a questi programmi approvati senza trasparenza.
L'impatto economico e industriale del programma sarà significativo, con benefici attesi per l'ecosistema della Difesa nazionale. Tuttavia, i costi genereranno nuovo debito pubblico e saranno destinati principalmente ad acquistare nuovi aerei.
Il Ministero della Difesa ha annunciato che il programma di caccia di sesta generazione sarà finanziato con un budget di 18,6 miliardi di euro, aumentato dai 6 miliardi del 2021. Il progetto include anche l'aggiornamento dei droni e la prosecuzione del programma per i sottomarini U212NFS.
Il sostegno logistico e l'ammodernamento tecnologico delle fregate Fremm rappresenta lo strumento più importante, con un onere complessivo stimato in 2,44 miliardi di euro tra il 2025 e il 2039. Ammonta a 658 milioni la previsione su 15 anni per dotare i quattro nuovi sottomarini U212FS di batterie al litio.
Il ministro della Difesa ha ribadito che le spese sono necessarie per garantire la sicurezza e la protezione dell'Italia, ma i critici hanno evidenziato l'incapacità del governo a controllare gli sprechi e di essere trasparente nella gestione dei fondi pubblici.
Il programma, inizialmente progettato con un budget di 6 miliardi, ha subito un aumentò dei costi a causa della rapida evoluzione dell'intelligenza artificiale e dell'aumento dei costi dei minerali critici. Le spese sono state triplicate rispetto alla previsione del Parlamento solo quattro anni fa.
I parlamentari Cinque Stelle hanno denunciato che il programma è stato approvato nel buio delle commissioni senza un dibattito pubblico e che i fondi saranno destinati a gravare su più generazioni. L'Alleanza Verdi e Sinistra ha anche chiesto uno stop a questi programmi approvati senza trasparenza.
L'impatto economico e industriale del programma sarà significativo, con benefici attesi per l'ecosistema della Difesa nazionale. Tuttavia, i costi genereranno nuovo debito pubblico e saranno destinati principalmente ad acquistare nuovi aerei.
Il Ministero della Difesa ha annunciato che il programma di caccia di sesta generazione sarà finanziato con un budget di 18,6 miliardi di euro, aumentato dai 6 miliardi del 2021. Il progetto include anche l'aggiornamento dei droni e la prosecuzione del programma per i sottomarini U212NFS.
Il sostegno logistico e l'ammodernamento tecnologico delle fregate Fremm rappresenta lo strumento più importante, con un onere complessivo stimato in 2,44 miliardi di euro tra il 2025 e il 2039. Ammonta a 658 milioni la previsione su 15 anni per dotare i quattro nuovi sottomarini U212FS di batterie al litio.
Il ministro della Difesa ha ribadito che le spese sono necessarie per garantire la sicurezza e la protezione dell'Italia, ma i critici hanno evidenziato l'incapacità del governo a controllare gli sprechi e di essere trasparente nella gestione dei fondi pubblici.