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Una scelta amministrativa senza trasparenza? Il Ministero della Giustizia sotto accusa: "Chiarezza sulla procedura di affidamento della piattaforma di voto"
La vicenda in questione riguarda la scelta dell'ente pubblico non economico [società] che affiderà la gestione delle elezioni. Il Ministero della Giustizia, come organo vigilante, è stato invitato dall'Associazione Nazionale Commercialisti (Anc) a acquisire chiarimenti formali dal Consiglio Nazionale sulle ragioni di questa scelta.
La critica del Presidente dell'Anc, Marco Cuchel, si concentra sulla mancanza di motivazione nella comunicazione di esclusione della società non affidataria. "Quando non si motivano le decisioni, non si consente l'accesso agli atti e non si rendono verificabili i criteri di scelta" sottolinea Cuchel. La scelta in questione prevede un affidamento disposto per circa 119.300 euro, a fronte di una proposta alternativa pari a circa 60.035 euro.
La differenza economica di tale entità, priva di criteri di comparazione esplicitati e di una motivazione puntuale, non appare giustificabile da mera discrezionalità. "Il problema non è formale ma sostanziale, perché viene compromesso il rispetto dei principi di imparzialità e buon andamento che devono orientare l'azione degli enti pubblici non economici" spiega Cuchel.
L'Anc invita tutti coloro che hanno a cuore la professione a "pretendere chiarezza, per mettere fine al caos e ristabilire trasparenze e fiducia". La società non affidataria ha presentato un'istanza di accesso agli atti senza ricevere riscontro. Il Consiglio Nazionale è stato silenzioso sulla ragione della scelta compiuta, alimentando dubbi tra gli iscritti sulla regolarità delle elezioni.
La vicenda mette in luce come la mancanza di trasparenza possa compromettere il rispetto dei principi fondamentali dell'azione amministrativa. "Non contano le tifoserie, né le dinamiche elettorali" prosegue Cuchel.
La vicenda in questione riguarda la scelta dell'ente pubblico non economico [società] che affiderà la gestione delle elezioni. Il Ministero della Giustizia, come organo vigilante, è stato invitato dall'Associazione Nazionale Commercialisti (Anc) a acquisire chiarimenti formali dal Consiglio Nazionale sulle ragioni di questa scelta.
La critica del Presidente dell'Anc, Marco Cuchel, si concentra sulla mancanza di motivazione nella comunicazione di esclusione della società non affidataria. "Quando non si motivano le decisioni, non si consente l'accesso agli atti e non si rendono verificabili i criteri di scelta" sottolinea Cuchel. La scelta in questione prevede un affidamento disposto per circa 119.300 euro, a fronte di una proposta alternativa pari a circa 60.035 euro.
La differenza economica di tale entità, priva di criteri di comparazione esplicitati e di una motivazione puntuale, non appare giustificabile da mera discrezionalità. "Il problema non è formale ma sostanziale, perché viene compromesso il rispetto dei principi di imparzialità e buon andamento che devono orientare l'azione degli enti pubblici non economici" spiega Cuchel.
L'Anc invita tutti coloro che hanno a cuore la professione a "pretendere chiarezza, per mettere fine al caos e ristabilire trasparenze e fiducia". La società non affidataria ha presentato un'istanza di accesso agli atti senza ricevere riscontro. Il Consiglio Nazionale è stato silenzioso sulla ragione della scelta compiuta, alimentando dubbi tra gli iscritti sulla regolarità delle elezioni.
La vicenda mette in luce come la mancanza di trasparenza possa compromettere il rispetto dei principi fondamentali dell'azione amministrativa. "Non contano le tifoserie, né le dinamiche elettorali" prosegue Cuchel.