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La Rottamazione-quinquies: una definizione agevolata per i contribuenti che hanno dei debiti in mano.
Iniziamo da dove l'articolazione del Quotidiano si è fermato. Dopo il 30 aprile, sarà possibile presentare la domanda di adesione alla procedura. La maggior parte delle persone non saprà quale dei carichi rottamabili per loro rientra nella definizione agevolata.
Per avviare la procedura, si accede all'area riservata o all'area pubblica dell'Agenzia delle Entrate. Nell'area riservata è possibile selezionare i carichi che si vogliono rottamare e pagare in unica soluzione o fino a 54 rate bimestrali (9 anni). Ecco perché la Rottamazione-quinquies sarà più lunga della precedente.
In base alle dichiarazioni e ai controlli automatici/formali, si possono rottamare carichi di imposte da oltre 50 miliardi. Ma le sanzioni per la mancata corresponsione non scompariranno del tutto. Dovremo pagare il capitale residuo (il debito puro), le spese di notifica e eventuali spese per procedure esecutive già avviate.
La convenienza della definizione agevolata è quindi nel fatto che si paga solo questi aspetti. Ma ci sono i contributi previdenziali da omesso versamento, le sanzioni amministrative per violazioni del Codice della Strada e alcuni debiti di Inps che possono essere rottamati.
Se si aderisce alla procedura, il piano sarà sostenibile perché non dobbiamo pagare gli interessi di mora. La tolleranza non è ampia: se manciamo una sola rata, la definizione diventa inefficace e dobbiamo cominciare da capo.
Dopo aver inviato la domanda, sarà possibile ottenere un prospetto informativo che ci permetterà di conoscere quale debito rientra nella definizione agevolata. La Rottamazione-quinquies è una misura mirata: l'obiettivo implicito è massimizzare l'incasso sul capitale e ridurre il contenzioso/arretrato su partite dove l'extra-costo rende il debito difficilmente esigibile.
Dovremo pagare i debiti per le multe da Codice della strada, ma non gli interessi/maggiorazioni e l'aggio. Sono quindi i debiti principali che dobbiamo affrontare.
Iniziamo da dove l'articolazione del Quotidiano si è fermato. Dopo il 30 aprile, sarà possibile presentare la domanda di adesione alla procedura. La maggior parte delle persone non saprà quale dei carichi rottamabili per loro rientra nella definizione agevolata.
Per avviare la procedura, si accede all'area riservata o all'area pubblica dell'Agenzia delle Entrate. Nell'area riservata è possibile selezionare i carichi che si vogliono rottamare e pagare in unica soluzione o fino a 54 rate bimestrali (9 anni). Ecco perché la Rottamazione-quinquies sarà più lunga della precedente.
In base alle dichiarazioni e ai controlli automatici/formali, si possono rottamare carichi di imposte da oltre 50 miliardi. Ma le sanzioni per la mancata corresponsione non scompariranno del tutto. Dovremo pagare il capitale residuo (il debito puro), le spese di notifica e eventuali spese per procedure esecutive già avviate.
La convenienza della definizione agevolata è quindi nel fatto che si paga solo questi aspetti. Ma ci sono i contributi previdenziali da omesso versamento, le sanzioni amministrative per violazioni del Codice della Strada e alcuni debiti di Inps che possono essere rottamati.
Se si aderisce alla procedura, il piano sarà sostenibile perché non dobbiamo pagare gli interessi di mora. La tolleranza non è ampia: se manciamo una sola rata, la definizione diventa inefficace e dobbiamo cominciare da capo.
Dopo aver inviato la domanda, sarà possibile ottenere un prospetto informativo che ci permetterà di conoscere quale debito rientra nella definizione agevolata. La Rottamazione-quinquies è una misura mirata: l'obiettivo implicito è massimizzare l'incasso sul capitale e ridurre il contenzioso/arretrato su partite dove l'extra-costo rende il debito difficilmente esigibile.
Dovremo pagare i debiti per le multe da Codice della strada, ma non gli interessi/maggiorazioni e l'aggio. Sono quindi i debiti principali che dobbiamo affrontare.