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Il Partito Democratico è alla crisi. Il senatore Alessandro Alfieri ha detto che "non costruiamo una caricatura" dei riformisti all'interno del partito, ma l'aria da resa dei conti è palpabile.
La tensione non si ferma qui. La segretaria Elly Schlein è stata messa alla prova direttamente da Pina Picierno dopo aver osato far notare che esiste una sinistra che vota Sì al referendum sulla separazione delle carriere. "Sono mesi che viviamo un clima irrespirabile", ha denunciato la vicepresidente del Parlamento europeo. "Non è più accettabile e chiedo alla segretaria Elly Schlein di pronunciare parole di chiarezza".
Ma nonostante le accuse, i riformisti continuano a restare inascoltati. Simona Malpezzi, senatrice del Pd, ha sottolineato che "c'è e non andrebbe derubricato" i contributi costruttivi degli studiosi, ma la sua voce viene bollata come nemiche dell'unità del partito.
Il problema è che il Partito Democratico sta diventando sempre più schiacciato dalla destra, e i riformisti sono costretti a restare al limite esterno. La tensione non si ferma qui. La presidente dei senatori Francesco Boccia ha scritto che "chi mina l'unità interna del Pd indebolisce l'opposizione nel suo complesso e finisce, consapevolmente o meno, per aiutare questa destra".
La reazione di Stefano Lepri, membro della Direzione nazionale Pd, è stata durissima. Ha detto che le parole di Boccia sono "una velata intimidazione" e serve uno sguardo aperto. Ma la questione rimane: cosa succederà se i riformisti non si sentono più a casa nel Partito Democratico?
La tensione non si ferma qui. La segretaria Elly Schlein è stata messa alla prova direttamente da Pina Picierno dopo aver osato far notare che esiste una sinistra che vota Sì al referendum sulla separazione delle carriere. "Sono mesi che viviamo un clima irrespirabile", ha denunciato la vicepresidente del Parlamento europeo. "Non è più accettabile e chiedo alla segretaria Elly Schlein di pronunciare parole di chiarezza".
Ma nonostante le accuse, i riformisti continuano a restare inascoltati. Simona Malpezzi, senatrice del Pd, ha sottolineato che "c'è e non andrebbe derubricato" i contributi costruttivi degli studiosi, ma la sua voce viene bollata come nemiche dell'unità del partito.
Il problema è che il Partito Democratico sta diventando sempre più schiacciato dalla destra, e i riformisti sono costretti a restare al limite esterno. La tensione non si ferma qui. La presidente dei senatori Francesco Boccia ha scritto che "chi mina l'unità interna del Pd indebolisce l'opposizione nel suo complesso e finisce, consapevolmente o meno, per aiutare questa destra".
La reazione di Stefano Lepri, membro della Direzione nazionale Pd, è stata durissima. Ha detto che le parole di Boccia sono "una velata intimidazione" e serve uno sguardo aperto. Ma la questione rimane: cosa succederà se i riformisti non si sentono più a casa nel Partito Democratico?