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Il ciclone Harry ha lasciato un segno indelebile sulla costa siciliana, in particolare nella zona di Acireale e Stazzo. I giovani del consorzio di cooperative sociali Il Nodo, che si occupa di welfare generativo e accoglienza per i migranti arrivati dalle coste africane, sono stati tra quelli a lavorare per pulire le strade e le spiagge dei borghi più colpiti.
La loro opera è stata raccolta nella chat "Gruppi Volontari Ciclone Harry" che ha catturato oltre mille membri. Questa organizzazione, nata inizialmente come associazione, ha assunto una struttura organizzativa più complessa e ha lanciato anche un crowdfunding per raccogliere fondi per aiutare le vittime del ciclone.
I volontari del consorzio hanno messo sul piano la loro opera quotidiana con determinazione, formando squadre di soccorso che si scambiano senza alcun pregiudizio le auto. La maglietta di "Nodo" è diventata il simbolo della loro presenza nel luogo che stanno adottando.
In questo momento, le strade e le case sono state trasformate in voragini e macigni di pietra lavica. Si danno passaggi in auto senza conoscersi per aiutare gli abitanti del borgo a spalare, raccogliere, rimuovere, pulire e differenziare.
La situazione post-ciclone lungo la costa ionica è molto complessa, con zone drammatiche che richiedono l'intervento di rinforzi dai corpi speciali. I volontari stessi sottolineano che il loro lavoro può arrivare fino a un certo punto, ma non sono sufficienti per affrontare la gravità del disastro.
I sindaci delle località colpite hanno chiesto l'invio dell'esercito, ma solo una piccola parte di esso è stata inviata a Santa Teresa di Riva e a Furci Siculo.
La loro opera è stata raccolta nella chat "Gruppi Volontari Ciclone Harry" che ha catturato oltre mille membri. Questa organizzazione, nata inizialmente come associazione, ha assunto una struttura organizzativa più complessa e ha lanciato anche un crowdfunding per raccogliere fondi per aiutare le vittime del ciclone.
I volontari del consorzio hanno messo sul piano la loro opera quotidiana con determinazione, formando squadre di soccorso che si scambiano senza alcun pregiudizio le auto. La maglietta di "Nodo" è diventata il simbolo della loro presenza nel luogo che stanno adottando.
In questo momento, le strade e le case sono state trasformate in voragini e macigni di pietra lavica. Si danno passaggi in auto senza conoscersi per aiutare gli abitanti del borgo a spalare, raccogliere, rimuovere, pulire e differenziare.
La situazione post-ciclone lungo la costa ionica è molto complessa, con zone drammatiche che richiedono l'intervento di rinforzi dai corpi speciali. I volontari stessi sottolineano che il loro lavoro può arrivare fino a un certo punto, ma non sono sufficienti per affrontare la gravità del disastro.
I sindaci delle località colpite hanno chiesto l'invio dell'esercito, ma solo una piccola parte di esso è stata inviata a Santa Teresa di Riva e a Furci Siculo.